L’ebook è il futuro del libro….oppure no?

Se facciamo il confronto tra libro cartaceo – quale risultato finale di una evoluzione tecnologica durata secoli –  e la recentissima tecnologia ebook (vecchia solo di qualche decennio), sembra davvero non esserci partita. Il libro, spiega Umberto Eco, è un media perfetto perché solo in esso mezzo e contenuto coincidono in maniera insuperabile. Anche Robert Darnton, insigne storico del libro e direttore della prestigiosa biblioteca di Harvard, sembra non avere dubbi: “un libro cartaceo può sopravvivere duemila anni, un ebook, invece, invecchia in fretta perché hardware, software e il formato in cui è memorizzato diventano obsoleti…”. Per non parlare poi di coloro che mossi da spirito “antitecnologico” sostengono a spada tratta che l’ebook è spacciato in partenza perché l’esperienza della lettura su carta sarà sempre infinitamente superiore  a qualsiasi tipo possibile di lettura su qualsivoglia dispositivo elettronico….Ma, le cose stanno davvero cosi? Forse non proprio.

L’ebook – tecnologia giovanissima e non “matura” come quella del libro stampato – ha dalla sua tutta la potenza della “variabile innovazione”. Insomma,  l’errore è comparare libro ed ebook come se la situazione attuale fosse quella definitiva senza tener conto dei continui mutamenti tecnologici.  Mutamenti che possono addirittura cambiare le carte in tavola fino a ribaltare  l’immagine dell’ebook quale simbolo del futuro del libro. Introducendo domande del tipo: e se la sua forma attuale fosse in realtà l’ultimo tentativo di attaccamento al passato? Se insomma l’ebook fosse solo l’avatar del vecchio libro cartaceo? Ma, andiamo con ordine.

Se guardiamo le cose dal punto di vista dell’editoria, anche lì troviamo l’azione di una rivoluzione digitale con al centro l’ebook. E non tanto per le quote di mercato ancora limitate in senso assoluto malgrado incrementi molto significativi, quanto per i sommovimenti alla filiera editoriale provocati dal self-publishing. Secondo i sostenitori di questa visione, gli ebook autopubblicati cambiano le modalità di produzione della cultura ricombinando le alleanze tra autori, editori  e lettori. Con il rischio però di un’esplosione di “vanity press” in versione digitale dovuta, per ora, alla totale  mancanza di metodi selettivi. Ma, se il self-publishing di qualità è ancora tutto da inventare, la funzione culturale degli ebook dovrebbe essere già qui: unici tra i media digitali in grado di preservare quel processo riflessivo sviluppato nei secoli (da Gutenberg in poi) dai libri tradizionali, gli ebook dovrebbero “salvarci” dal caos del mondo digitale, dalla babilonia di Internet, dalla superficialità di Facebook ecc. Allora? Nell’abito nuovo si nasconde la forma antica? Sotto il guscio tech ritroviamo sempre il vecchio libro con suoi  processi mentali annessi?

A questo punto urge un po’ di chiarezza su una questione fondamentale: il rapporto tra ebook e testo digitale. Se l’ebook rischia di ridursi ad “avatar” del libro cartaceo, la ragione sta nella sua forma “chiusa” rispetto alla “naturale” libertà originaria del  testo digitale. Le tecnologie di digitalizzazione hanno dato il via a una rivoluzione che ha separato per sempre i testi dai supporti. La conseguente smaterializzazione ha permesso la libera circolazione dei testi in rete, ha liquidato il libro-oggetto sostituendolo con il libro-interattivo, il libro multimediale, in base al principio della disseminazione attraverso supporti sempre più diversi.

L’ebook ha  invece di nuovo “imprigionato” il testo digitale in un supporto unico, chiuso (DRM), localizzato, identificato. E’ come se avesse voluto a tutti i costi –  guardando non avanti ma indietro al libro cartaceo –rimaterializzarlo. E alla luce di ciò, se il libro cartaceo è il passato, il futuro sembra indicare il testo digitale in tutte le sue forme ricombinatorie mediate dalle più svariate piattaforme virtuali. Mentre il destino dell’ebook pare legato solo a una fase di passaggio tra due epoche molto diverse, insomma sta lì a rappresentare un compromesso voluto soprattutto dalle major dell’editoria tradizionale ansiose di continuare a fare profitti nella filiera libro e di contrastare – in tutti i modi possibili – la rivoluzione digitale.

Ma, come già accennato, quando si parla di tecnologie nessuno scenario può essere dato per definitivo, vista la forza e imprevedibilità della “variabile innovazione”. Anche per l’ebook possono dunque materializzarsi strade nuove in grado di portarlo fuori dalle secche nella quali sembra essersi un po’ cacciato. Tra le più promettenti: gli strumenti di condivisione dei social network. La lettura  non è solo un’esperienza solitaria, da sempre è anche  un’occasione di socialità.  La potenza della Rete applicata alla passione letteraria si dispiega attraverso il social reading. L’ebook può intercettare al meglio queste tendenze sviluppandosi in funzione di un continuo arricchimento degli strumenti di lettura e condivisione, e di una maggiore apertura anche dal punto tecnologico. Insomma, la storia del futuro del libro e dell’ebook anche se controversa appare del tutto aperta, ancora da scrivere…

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