Biblioteche e Big Data: una sfida complessa per nuove forme di conoscenza immaginando nuovi assetti e servizi

Siamo immersi in un diluvio di dati. Un’impressionante quantità valori numerici, video, parole, immagini ecc. In un solo giorno sono generati, al mondo, qualcosa come circa 2,5 quintilioni di dati (il quintilione è un numero seguito da 30 zeri) e questo diluvio ha un nome: Big Data, un fenomeno definito con la regola delle 3V : Volume, Varietà, Velocità.
Oggi i Big Data sono la nuova conoscenza, e per le biblioteche che hanno gestito dati per secoli favorendo l’incontro tra la conoscenza e i lettori, rappresentano la nuova grande sfida. Negli USA la sfida è già iniziata con diverse iniziative di biblioteche (e gruppi di biblioteche) che offrono consulenza/supporto per la gestione di grandi masse di dati della ricerca, e si candidano come piattaforme per gli open data.

Si tratta di una sfida tecnologicamente e concettualmente complessa, che oltre le applicazioni di data curation e open data, potrebbe determinare rivolgimenti negli assetti bibliotecari, spostando il baricentro della biblioteca dalle collezioni ai dati. Non solo. Potrebbe anche aprire nuovi scenari per servizi basati su analisi e flussi dei dati, e dal punto di vista bibliografico, favorire una definitiva destrutturazione del record bibliografico spingendo i dati bibliografici verso il web semantico.

Convegno Stelline
Sala Leonardo
Giovedì 14 marzo 2018
Ore 14.30 – 18.00

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