Gli autori italiani dal 2016 in pubblico dominio nel catalogo SBN

In Italia – come previsto dalla legge 633 21 aprile 1941 sul diritto d’autore – trascorsi 70 anni dalla morte dell’autore, l’opera cade nel pubblico dominio e la sua utilizzazione diventa libera. La durata dei diritti non però uguale per tutti i paesi. In Canada, ad esempio, è di 50 anni, mentre negli Stati Uniti la durata è stata estesa più volte e con il famoso “mickey mouse protection” del 1998 ha raggiunto il limite attuale dei 95 anni.

Ogni anno – per effetto dello scoccare dei 50, 70, 95…. anni dalla scomparsa – diversi autori escono dal cono d’ombra del copyright e le loro opere entrano nel pubblico dominio.  Quest’anno (2016), tra gli autori liberalizzati,  ci sono tra gli altri: Paul Valéry, Bela Bartok, Otto Neurath, Maurice Ravel e i tristemente famosi Adolf Hitler e Benito Mussolini. E avrebbe potuto anche esserci Anna Frank con il suo famoso “Diario” se la fondazione svizzera “Anna Frank Fonds” – che gestisce i diritti dell’opera – non si fosse affrettata a cambiare lo status al padre di Anna,  Otto Frank  morto nel 1980: da semplice curatore a co-autore dell’opera, spostando in questo modo molto più avanti – nel 2050 – l’ingresso del “Diario” nel pubblico dominio.

In Italia, l’arrivo del 2016 ha visto la libera uscita di molte opere legate a un cospicuo numero di  autori scomparsi alla fine della Seconda Guerra Mondiale (1945). Tra questi, spiccano la scrittrice Ada Negri, il compositore Pietro Mascagni e il capostipite Giovanni Agnelli tra i fondatori della FIAT. Un primo elenco parziale di questi autori è disponibile grazie a  Wikisource:  La biblioteca digitale della Fondazione Wikimedia. Wikisource ha messo insieme  una lista generale di 329 nomi di italiani o italofoni che per svariate ragioni biografiche si sono conquistati uno spazio più o meno ampio su Wikipedia. A partire da questi nomi – dove c’è un po’ di tutto da politici a campioni sportivi a religiosi, pittori, scultori, inventori, registi, aviatori ecc. – è stata poi effettuata una selezione utilizzando SBN, vale a dire il Servizio Bibliotecario Nazionale che mette in rete  oltre 5.600 biblioteche pubbliche e private consentendo la consultazione on line di un catalogo che conta più di 13 milioni di notizie bibliografiche collegate a quasi 4 milioni di autori.

Selezione che ha dato come risultato un elenco ristretto di circa 60 autori comprendente giornalisti, poeti, musicisti, scrittori, editori, scienziati ecc., cioè figure che hanno prodotto opere sotto forma di romanzi, articoli, saggi, poesie, immagini, ricerche, spartiti musicali ecc. Tutte  rintracciabili interrogando il catalogo SBN on line. E la risposta non sempre si limita alla localizzazione dell’opera – vale a dire presso quale  biblioteca è possibile consultare ed eventualmente riprodurre l’opera dell’autore in questione –  ma in alcuni casi offre in aggiunta la possibilità di accedere a copie digitali sfogliabili e (quasi sempre) liberamente scaricabili.

Ad esempio, per quel che riguarda  Ada Negri, SBN mette a disposizione 16 opere tutte digitalizzate e liberamente utilizzabili,  tra queste:  le raccolte di poesie “Tempeste”,  “Esilio” e la raccolta di novelle “Le Solitarie”. Invece, per le 9 digitalizzazioni degli spartiti delle opere di Pietro Mascagni reperibili attraverso SBN, il catalogo on line rimanda alla Digital Library del Conservatorio di musica Giuseppe Verdi di Milano che però offre il servizio di riproduzione a pagamento. Ci sono gli scritti – non digitalizzati –  di altri autori più o meno famosi: dal fondatore del giornalismo fascista e padre della   demodoxalogia, Paolo Orano a  di Nino Savarese ­– tra i principale scrittori del ventennio fascista – fino al  filologo e papirologo Goffredo Coppola.

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