La direttiva 2013/37/UE apre ai “Big Data culturali”

La nuova Direttiva 2013/37/UE recentemente approvata dal Parlamento europeo, oltre ad aggiornare -  dopo dieci anni  – la precedente 2003/37/UE riguardo le norme generali sull’utilizzo del patrimonio informativo pubblico (open data), introduce un’importante novità: estende specificatamente per la prima volta sua applicazione al settore culturale.

 L’obiettivo è rendere possibile una totale condivisione del patrimonio culturale europeo attraverso l’apertura dei dati di tre istituzioni base: biblioteche, musei e archivi.

 Il peso e valore di questi “big data culturali” deriva dai programmi di  digitalizzazione in corso del patrimonio culturale europeo che confluiscono nell’aggregatore “Europeana”. Al momento questo archivio digitale conta circa 20 milioni di oggetti digitali (libri, manoscritti, giornali, mappe, immagini, video, documenti sonori ecc.) ad alto contenuto informativo in quanto arricchiti da metadati.

 Con apertura e possibilità di riutilizzo dei dati culturali, si vogliono creare le condizioni in tutto il territorio dell’Unione sia per la nascita di prodotti e servizi a valore aggiunto realizzabili da imprese private (in particolare le PMI) che per la circolazione libera e innovativa della conoscenza a vantaggio della ricerca, degli studiosi, dei cittadini.

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