Social reading and eBooks

SocialReadingUn ricercatore dell’University school of art e design di Helsinki – Harri Heikkilain  un suo report dal titolo “Social reading and eBooks, avanza una tesi interessante: nell’ambito della tecnologia eBook – che ormai da tempo sta trasformando il concetto di libro –  c’è una cultura emergente, quella del “Social Reading”.

La lettura come fatto sociale di condivisione – secondo Heikkila – non è una vera e propria innovazione, ma piuttosto un ritorno di una cultura umana antica: un bisogno sempre presente nei gruppi sociali che però nel suo manifestarsi risulta legato ai prerequisiti tecnologici delle varie epoche. Difatti, dalla rivoluzione di Gutenberg in poi – con l’affermarsi del libro a stampa – sembrava scomparso. Ma, non era così. Il bisogno culturale di leggere con gli altri era stato – secondo Heikkila –  temporaneamente soffocato dall’imposizione – conseguenza della tecnologia della carta stampata – di un tipo diverso di lettura:  silenziosa, interiore,  compiuta  “soli con se stessi”.

Ora, con il cambio di paradigma dovuto all’avvento della cultura digitale – che privilegia immagini e stati da connettere / condividere rispetto alle   letture sequenziali dei testi stampati –  l’esperienza lettura di gruppo condivisa  può essere moltiplicata all’infinito dalle reti, dalle piattaforme e devices digitali. Può rappresentate – secondo questa ricerca – il vero futuro del libro inteso non più come semplice contenitore di testi ma come incrocio e sviluppo di narrazioni e conoscenza.

Nel tentativo di misurare l’emergere del “social reading” dal mondo eBook, Heikkla si è domandato quali possono essere attualmente le dimensioni sociali dell’e-reading e come  possono poi essere classificate le funzioni “social reading” rispetto alle principali piattaforme disponibili. Nel far questo, ha esaminato più di 30 tra le applicazioni e-reading a maggior contenuto social (tra cui Goodreads, Librarything, Scribd, BookLamp) utilizzando il metodo dell’analisi dei contenuti e relative funzioni sociali disponibili. Tra queste, ha posto il focus sull’atto di lettura personale (reading-category) poi sulle funzioni deputate all’organizzazione e archiviazione delle proprie letture (bookshelf-category) quelle concernenti le annotazioni (evidenziazioni, commenti ecc.) e prendendo infine in esame la categoria della valutazione con possibilità di “review”.

Ha poi suddiviso le funzioni sulla base del tipo e direzione della condivisione. A cominciare dalla classificazione “Book 1.0 actions” che riguarda azioni di lettura personali e loro condivisione bidirezionale con altri specifici lettori interessati a un dialogo a due, per arrivare poi alla “Book 2.0 acts” che rappresenta invece il momento della condivisione  di gruppo con interventi e commenti multidirezionali.

Per arrivare infine, a una griglia dettagliata in grado di misurare e “spiegare” le funzioni di “social reading”. Ad esempio, possiamo vedere che la funzione “leggere per se stessi” può poi dividersi in “condiviso quello che ho letto ora” e/o “seguire ciò che gli altri leggono ora”. Oppure che nella classificazione “Book 2.0”  funzione “Bookshelf-class” si articola invece in “condiviso il percorso delle letture o le intenzioni di lettura” e/o “vedo il percorso di lettura degli altri o soltanto le loro intenzioni di lettura”.

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