L’ebook non basta più: scenari di cambiamento

Anche se nel 2014 il mercato dell’ebook ha continuato a crescere segnando un + 4,7% negli USA, un + 6,8% nel Regno Unito e un più piccolo + 3,8% in Italia, il trend complessivo – nonostante il successo del self-publishing – sembra però dare segni di rallentamento al punto che per alcuni osservatori – tenuto anche conto della resilienza del libro a stampa – ritengono probabile un prossimo ristagno del mercato. E di conseguenza una domanda sorge spontanea: e se l’ebook come l’abbiamo conosciuto fino ad oggi non bastasse più?

In realtà, una delle principali cause di raffreddamento degli entusiasmi intorno all’ ebook è dovuta alla crisi del suo supporto principe: l’e-reader, da sempre considerata tecnologia di transizione e ritenuta ormai da tutti in fase declinante. L’idea dell’alternativa digitale “povera” del libro a stampa ha più o meno funzionato fino a che non sono “esplosi” i device multifunzione, a cominciare dai tablet e poi con gli ultimi smartphone di grande formato ricchi di un’offerta diversificata dove l’ebook è solo uno dei contenuti accanto ad una infinità di  entertainments digitali: film, video, musica, news, giochi, social media, apps ecc.

La crisi dell’e-reader anche nella sua versione “potenziata” e di maggiore appeal, è stata ultimamente certificata nell’ultimo rapporto IDC (International Data Corporation) del 2014 là dove  – nell’ambito di un più generalizzato arretramento nelle vendite dei tablet – spicca il tracollo del Kindle Fire HD:  calato, nelle ultime vendite natalizie rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, di quasi il  70%. Modello Kindle che alla lunga paga la sua esclusività, vale a dire rigidità e chiusure dell’ecosistema Amazon come l’idea di fornitore unico dei contenuti oppure quella di una gestione dei diritti a dir poco non molto funzionale, ma soprattutto il “muro“ del formato proprietario rispetto al mondo esterno della rete.

Per rilanciarsi l’ebook, oltre ad emanciparsi  definitivamente dalla fase e-reader, deve offrire molto di più, soprattutto dal punto di vista della distribuzione dei contenuti e della sperimentazione di nuovi registri narrativi. È fondamentale un nuovo paradigma di lettura compatibile con le principali piattaforme e-reading: ebooks capaci di fornire esperienze ripetibili e coerenti rispetto ai più diffusi formati per tablet, smartphone e browser. Nello stesso tempo, per essere qualcosa di assolutamente diverso “dall’imitazione digitale del libro a stampa”, l’ebook ha urgenza d’acquisire una sua cifra “esclusivamente digitale”.

PubCoder è una start-up italiana di successo nel campo dell’editoria digitale. Ha pubblicato una piattaforma che permette la realizzazione e pubblicazione di libri digitali interattivi nei più diffusi formati. La sua “vision” offre uno spaccato interessante delle innovazioni necessarie al mondo dell’ebook. Anzitutto, la scelta del formato ePub3 quale base dell’innovazione tecnologica nell’editoria digitale. Uno standard universalmente aperto – recentemente incorporato anche da Apple, Kobo, Google Play Book – che consente la progettazione di ebook “digital first” interattivi e multimediali. E poi la ricerca di nuovi modelli di business – come ad esempio quella praticato dalla start-up che si basa su licenze a tempo – e soprattutto di nuovi utenti. Si tratta, infatti, di attrarre e magari instradare nuovi lettori, questo però senza stravolgere il concetto di libro – che per PubCoder resta comunque ancorato ad una buona storia con un inizio e una fine – l’intento casomai è “riorganizzarlo”  mediante nuove esperienze narrative  possibili con i mezzi espressivi digitali.

Un altro esempio molto stimolante in questo senso è quello di Inkle, società con sede a Cambridge specializzata in narrativa interattiva. Siamo nel mondo del  “gaming fiction”, ma con una caratteristica molto particolare che rimanda al “concetto di libro” replicato con altri mezzi: la storia, il testo, la narrazione sono al centro del progetto. Il prodotto – che può essere accomunato a una “app” ma ancor di più  a un ebook “arricchito” (enhanced book) – non punta a stupire l’utente con effetti multimediali ma a catturarlo attraverso una struttura narrativa e testuale scorrevole, ritmata e dotata di appeal estetico. Sulla base  – come spiega il creatore di Inkle,  Jon Ingold – della regola aurea mutuata da Twitter: tutto deve essere breve e visivamente affascinante. E quindi il testo, più che gli effetti grafici, diventa il vero “medium visivo” per le storie interattive narrate da Inkle.  Per la società di Cambridge, la “cifra” del nuovo ebook è quella di una sorta di “ibrido” tra il gaming e il romanzo. Innovazione e fascino riconosciuti anche dal “The Telegraph” che nella sua lista dei migliori libri del 2014 ha inserito anche la rivisitazione di Inkle del celebre romanzo di Jules Verne, “80 days”, definendolo: è qualcosa di completamente diverso che riaccende il romanzo di Verne, si tratta di un gioco? È una storia? In realtà, entrambi. Sicuramente è una delizia.

Anche per la scrittrice nativa digitale e ipertestuale – J.J. Gadd – autrice della saga digitale “Lunation Series”, l’ebook può avere un futuro solo affrancandosi dal suo simulacro cartaceo. Secondo la scrittrice australiana, il problema odierno è che mentre si scrive un ebook si deve ancora pensare alla conseguente copia a stampa. Invece l’ebook dovrebbe essere solo digitale nativo, anche se scriverlo in questo modo  – precisa la Gadd – è tutt’altra cosa, cambia totalmente la concezione della trama. Riguardo poi alle tecnologie di supporto, la Gadd è assai minimalista. Poco o niente multimedialità perché troppo costosa, e invece ampio uso di una “vecchia” tecnologia trasversalmente compatibile con tutte le piattaforme e-reading: l’ipertesto.

Insomma, l’ebook è a un punto di svolta.  Il vecchio modello non basta più. Le teorie su come dovrebbe crescere concordano sulla necessità di un “originale arricchimento” sia dal punto di vista distributivo implementando  paradigmi di lettura condivisi che rispetto all’esigenza di nuove esperienze di fruizione e di percorsi narrativi. Sembra avvicinarsi la fase dell’enhanced book. Ma, oltre i potenziali lettori, l’editoria e il mercato sono pronti al cambiamento? In realta, l’editoria (soprattutto la grande) basa ancora gran parte del proprio mercato e delle proprie proiezioni sulla carta stampata e di conseguenza per l’innovazione tecnologica dell’ebook resta poco. Tra l’altro, il continuo vorticoso cambiamento dei consumi sconcerta non poco il mondo editoriale: i contenuti “arricchiti” se pur creati cozzano non solo sugli continui ostacoli di compatibilità (ad esempio molti di questi possono essere visualizzati al momento solo sull’iPad che rappresenta soltanto il 14% del mercato), ma anche su una feroce competizione per la colonizzazione del tempo dei consumatori. Secondo Jeff Bezos: un libro da 30 dollari non compete solo con un altro libro da 30 dollari, ma anche con i servizi di streaming, con i videogiochi, con i video di YouTube, con i social media ecc.

C’è poi il mercato, ed anche da qui non arrivano ottime notizie. Peter Costanzo esperto di media digitali e docente della New York University, sostiene che l’impossibilità di distribuire gli stessi contenuti multimediali aumentati su tutti i dispositivi mobili rappresenta a tutt’oggi un ostacolo insormontabile per il raggiungimento di quella massa critica necessaria a far decollare il modello enhanced ebook.

Più possibilista invece Paul Cameron – CEO di Booktrack società creatrice di una tecnologia in grado di fondere testo e suoni così da creare una ambiente di lettura più coinvolgente – che individua nella centralità della lettura la “chiave di volta” per un mercato sostenibile per l’enhanced ebook. Mentre la distribuzione dei contenuti – nota Cameron – è cambiata e si e rivoluzionata nel corso dei secoli, l’attività del leggere – dall’invenzione della stampa  agli e-reader fino agli smartphone – è rimasta più meno la stessa. E il nuovo enhanced ebook potrebbe offrire l’opportunità agli editori di proporre un modello di  piattaforma e-reading che attribuisca forte rilevanza alla lettura rendendola attraente anche per le generazioni di Twitter e Instagram.  Tuttavia, per far crescere nel senso indicato l’enhanced book e aprirgli le porte del mercato, si rendono necessarie almeno tre condizioni: l’immersione nella lettura deve venire prima di ogni altra cosa, l’esperienza “enhanced” in qualsiasi modo venga fruita deve essere sempre conforme alle aspettative di chi acquista il prodotto e soprattutto va realizzato un model business basato su un ecosistema aperto ad autori ed editori e inclusivo rispetto agli altri media.

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