Anche l’ebook va in streaming (ci prova Amazon con un Kindle unlimited a prevalenza “indie”)

Lo scorso luglio Amazon ha lanciato Kindle Unlimited, il nuovo servizio in abbonamento per la lettura in streaming. Disponibile al momento  solo negli USA, con 9.99 dollari si possono leggere – utilizzando direttamente dispositivi Kindle oppure installando l’app Kindle su qualsiasi tipo di smartphone, tablet e computer – fino a 10 ebook al mese. È un rilancio atteso quello della big company di Seattle, soprattutto dopo che il successo negli USA delle start-up Oyster e Scribd –  dal 2013 dopo aver raccolto finanziamenti e l’adesione di svariate case editrici hanno avviato una ricca offerta di servizi di ebook streaming  – ha aperto ufficialmente la sfida per la realizzazione del Netflix dei libri, cioè di una piattaforma innovativa – che come già accaduto per musica, film e tv –   in grado – mediante il  modello di distribuzione basato su sottoscrizioni per riproduzioni senza supporto – di trascinarsi dietro il  tentennante mercato degli ebook facendolo definitivamente decollare.

Come al solito, Amazon, nello spingere il nuovo servizio,  sfodera i sui punti di forza finora sempre decisivi:   politica aggressiva dei prezzi e offerta presentata come la più esaustiva. In questo senso, lo slogan perfetto per Amazon è: “se hai dieci dollari non esiste libro al mondo che tu non possa leggere”.  Il modello di business dell’ebook streaming prevede per il lettore una spesa mensile oscillante tra 9 / 10 dollari. Cifra con la quale con la piattaforma Kindle Unlimited si possono avere a disposizione – come abbiamo visto –  ben  10 libri.

Una corsa al ribasso considerata inopportuna dai  big dell’editoria statunitense. Uno di questi  – Hachette  book group – è arrivato allo scontro diretto con Amazon. L’azienda di Jeff Bezos – chiedendo anche ai suoi tanti lettori di farsi sentire – chiede un abbassamento dei prezzi degli ebook. Hanchette rifiuta. E Amazon replica adducendo in  primis i minori costi degli ebook rispetto al libro cartaceo e poi accusando le grandi case editrici di voler mantenere artificialmente alti i prezzi dei libri facendo cartello. Di contro, gli editori rispondono denunciando la pericolosità del nuovo modello basato su abbonamenti mensili che causando ulteriori abbassamenti del prezzo degli ebook metterebbe ancor di più a rischio l’intera filiera; mettendo poi guardia che il continuo gioco al ribasso non è soltanto questione di business, ma che finirà per distruggere il prestigio di un bene unico e culturalmente insostituibile qual è il libro.

“Godetevi l’accesso illimitato a oltre 700.000 titoli”, recita la pagina introduttiva a Kindle Unlimited. E come insegnano le imprese di successo – ITunes per la musica digitale – l’unica offerta davvero valida è quella completa.  Infatti, il grande catalogo capace di fare “ecosistema” è sempre stato l’arma vincente di Amazon. Ma, questa volta, con l’offerta Unlimited non sembra proprio così, qualche problema c’è. I più diretti concorrenti – Oyster e Scribd – offrono cataloghi altrettanto imponenti –  entrambi circa 500 mila titoli –  ma  hanno in più dalla loro l’accordo con numerosissimi editori piccoli, medi e grandi, tra cui diversi big (HarperCollins, Simon & Schuster). Mentre Amazon, per mettere insieme il suo mega-catalogo da 700 mila titoli, attinge per ben l’85% dagli autori “indie”.  Insomma, lo scontro con gli editori ha un prezzo: la maggior parte degli ebook in streaming offerti da Kindle Unlimited sono opere auto-pubblicate con il programma – sempre di Amazon – KDP Select.

In base al recente Author Earnings report, gli “ebook indie” sarebbero un successo: le opere auto-pubblicate generando il 31% delle vendite giornaliere di ebook e rappresentano  la più grande quota di mercato Amazon in questo settore. Ma, Carla King – esperta il self-publishing – sostiene che potrebbe trattarsi di un successo originato solo da un’attrazione dei consumatori per ebook  a basso  prezzo.   Inoltre, l’esclusività richiesta da KDP Select unita a royalties non proprio esaltanti potrebbero indirizzare  parte di questi nuovi autori – magari i migliori desiderosi di rimpinguare i guadagni – verso altre piattaforme. Oyster e Scridb non richiedono l’esclusività ed è quindi possibile vendere la stessa opera a entrambi. Nella competizione per la realizzazione del Netflix dei libri, la “qualità” indie sulla quale Amazon ha puntato (o dovuto puntare) potrebbe – per le strategie espansive di Kindle Unlimited – rivelarsi un handicap, una difficoltà che potrebbe andare a vantaggio delle altre proposte di ebook streaming – vedi Oyster e Scribd – più disponibili nel ricercare possibili sinergie con il mondo dell’editoria.

Pubblicato su Nòva AJ (Il Sole24ore) 5 ottobre 2014

Questa voce è stata pubblicata in ebook, editoria digitale, futuro del libro e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.