Nasce un tempio della memoria digitale
C’è una metafora,
suggestiva, che si aggira tra i progetti ICT: è l’immagine
di un tempio greco, scelta per rappresentare, proiettando nel futuro un
lontano passato, la prossima memoria (digitale) europea.
L’idea è di Bricks
(Building Resource for Integrated Cultural Knowledge Service), progetto
pensato, nell’ambito del VI programma quadro europeo, per l’area
tematica dei “Digital Libraries Services”, cioè dei servizi
di biblioteca digitale.
La scelta del tempio greco non si esaurisce però nella semplice ricerca grafica per ottenere un “logo” di particolare effetto, ma è piuttosto un artificio comunicativo e progettuale, in altre parole è un modo per descrivere, approfondire e, in un certo senso, indirizzare, mediante la focalizzazione dei tre elementi costitutivi del tempio, gli obiettivi fondamentali del progetto.
Per cui data in partenza un’equivalenza formale tempio = progetto, le fondamenta del primo corrisponderebbero all’infrastruttura necessaria al secondo, i pilastri del primo a servizi d’attivare nel secondo, il tetto del primo ad un’area di sostenibilità. Il tutto, relativamente alla versione tempio “formato Bricks”, in funzione della “mission” che anima il progetto, e cioè creare una comune piattaforma e comuni servizi per arrivare ad unificare, preservare e condividere tutti i dati relativi alla memoria digitale europea.
Impresa, certo, non da poco, visto che parliamo di un progetto di ricerca il quale, diversamente da altre iniziative in corso su temi analoghi, non parte da strutture e/o basi dati già pre-esistenti, ma si prefigge, al contrario, di creare ex novo un ambiente condiviso da riempire poi di contenuti digitali.
Questo significa che l’infrastruttura di base altro non vuol dire che la nascita di un sistema di rete peer-to-peer inteso come piattaforma indipendente, basato su standard aperti (XML , Web services ecc.) e soprattutto “open source ”, per fornire funzionalità capaci di un veloce sviluppo ed impiego di servizi per gli utenti, mentre con il posizionamento dei pilastri è in ballo il vero e proprio “nocciolo duro” di Bricks, ossia la creazione dei servizi EDM (European Digital Memory), detti anche in sede progettuale: scenari applicativi.
Per ora, ne sono stati definiti quattro: accesso alla cultura con la ricostruzione della conoscenza, amministrazione della cultura per musei medio-piccoli, creazione della cultura con applicazioni di “living memory” per facilitare le interazioni tra utenti e gli oggetti e/o installazioni multimediali, “Scriptorium” o digitalizzazione della cultura per facilitare la distribuzione e fruizione di testi in formato elettronico.
Ed infine, con il rivestimento del tetto, il progetto altro non fa che preoccuparsi del suo futuro, vale a dire garantirsi margini di mantenimento e sviluppo mediante strategie di marketing, modelli di business, disseminazioni attraverso giornali, conferenze, web site ecc., nonché programmi di istruzione finalizzati ad un corretto e facile utilizzo del Bricks system e dei suoi servizi.
Ma come insegna il tempio greco, la cosa più preziosa non sta nella pur elegante struttura esterna quanto in quello che si cela al riparo da essa, fuori dalla vista, al suo interno: lo spazio riservato alla divinità. Allo stesso modo, anche nel “tempio di Bricks” esiste uno spazio recondito, impalpabile, nascosto sotto gli strati hardware e software ma fondamentale perché in grado di determinare il destino del sistema stesso: lo spazio dei contenuti. E qui interviene l’aspetto più interessante dell’intero progetto: la proposta per una nuova generazione di servizi di biblioteca digitale, vale a dire il tentativo di introdurre il massimo grado di innovazione proprio nella gestione e fruizione delle risorse documentali e informative.
Partendo dall’esistenza di un patrimonio disponibile, per ora alquanto teorico ma accreditato dall’esistenza di un “Bricks Consortium ” che oltre alla partnership con organismi tecnici ed imprese vede la partecipazione di una serie d’organizzazioni culturali ed istituzioni governative culturali, formato da collezioni multimediali e documenti digitali capaci di fornire una varietà di strati di conoscenza, il “Digital Libraries Service” prevede un sistema di reti e servizi tecnologicamente orientato alla creazione di una globale area semantica, mediante l’utilizzo delle ultime acquisizioni in fatto di interoperabilità , web semantico e ontologie , in grado di incoraggiare la partecipazione, di promuovere l’accesso, di facilitare accordi, di permettere il superamento di barriere linguistiche ecc., per la realizzazione di uno spazio di conoscenza condiviso nel quale possano interagire gli istituti europei della memoria.
Per potenziare ulteriormente
la gestione ed implementazione dei contenuti è stata anche creata
la “Bricks
Community ”, quale centro di aggregazione per tutti coloro (utenti,
organizzazioni ecc.) interessati a contribuire, da questo punto di vista,
al progetto. Attraverso il proprio sito, la comunità mette, infatti,
a disposizione sia spazi dedicati dove includere diverse tipologie di contenuti
per presentare e promuovere i membri e le loro attività sia la possibilità
di creare “profili utente” altamente raffinati attraverso i
quali costruire raccolte personalizzate (pescando in biblioteche, archivi,
gallerie, musei ecc.) di oggetti digitali.
In conclusione, Bricks è un progetto “in progress”, la
sua messa in opera è calcolata in 42 mesi e si concluderà
nel giugno 2007, e solo a quel punto sarà possibile un bilancio più
approfondito. Tuttavia, le caratteristiche già manifeste ne fanno
da subito un laboratorio aperto sulle “Digital Libraries” e
ciò non può che suscitare interesse a quanti, in vario modo,
sono particolarmente attenti alle alterne ma indispensabili vicende del
rapporto tra memorie digitali e patrimoni culturali.
Pubblicato su Biblioteche
oggi n.6 2005
Cultura Digitale 2003 - ultimo aggiornamento: 5.03.2007
|
|
|||||||
|
|
|
|||||||
|
|
||||||||