Le tavolette si risvegliano
Tavolette cuneiformi di più di 4000 anni fa sono state al centro di “Duplicazione e Rinascita”, un innovativo progetto che sviluppatosi nell’ambito dell’intervento italiano “Task Force Iraq” per il salvataggio e recupero del patrimonio culturale iracheno si è concluso nell’ottobre 2008.
L’attività ha riguardato i reperti archeologici riportanti iscrizioni cuneiformi custoditi nel Museo di Baghdad che a seguito degli incendi e saccheggi di circa sei anni fa erano andati in piccola parte perduti ma soprattutto era andata persa ogni informazione scientifica su di essi causa le fiamme che avevano completamente divorato schedari e archivi documentali.
Inizialmente, si è trattato di ricostruire gli archivi attraverso un capillare lavoro di raccolta delle informazioni tratte da testi scientifici pubblicati in vari paesi del mondo, a questo è poi seguita la fase della ri-catalogazione e riproduzione dei reperti mediante supporti informatici.
La recente riapertura, lo scorso 23 febbraio, del Museo di Baghdad, oltre permettere di evidenziare i risultati fin qui ottenuti, ha offerto anche l’opportunità di seguire gli sviluppi che un progetto come “Duplicazione e Rinascita” ha reso possibili in un settore delicato e in continua spinta innovativa come quello delle tecnologie applicate ai beni culturali.
Potendo contare su un team d’eccellenza formato da assiriologi dell’Università di Pisa e da tecnici ed esperti ENA, e dopo aver assolto l’obiettivo primario di mettere in sicurezza un patrimonio culturale dal valore inestimabile messo a rischio da vicende belliche, l’attività principale è stata quella di applicare alle tavolette d’argilla una serie di tecnologie ad hoc per una loro riproduzione sia virtuale che fisica, entrambi finalizzate alla conservazione, alla ricerca filologica e scientifica, alla didattica.
Base di partenza: il progetto sperimentale “Kima Labirisu” (come il suo originale) implementato dall’ENEA già nel 2001. In quel caso si trattava di costruire un archivio multimediale di una collezione di tavolette del periodo assiro. Un’esperienza riutilizzata in “Duplicazione e Rinascita” per impostare e pianificare un programma in tre fasi: predisposizione di un database, acquisizione digitale e creazione di un modello virtuale.
La catalogazione informatica ha riguardato circa 20 mila pezzi tra reperti e tavolette a caratteri cuniformi. Mentre la scelta della duplicazione in 3D ha consentito la riproduzione virtuale di testi quasi sempre incisi su tavolette bombate e scritte sia su entrambi i lati sia sui margini e quindi di difficile lettura mediante semplici fotografie.
Per effettuare questo passaggio, insieme alla scansione laser, è stata utilizzata la tecnologia detta “ingegneria inversa” che consente - a partire da un oggetto - di acquisirne l’immagine attraverso la sua descrizione matematica.
Gli oggetti virtuali così ottenuti sono andati ad incrementare un database di immagini CAD 3D che tramite computer può essere utilizzato per visualizzare, far ruotare e zoomare sulle tavolette in formato elettronico. In più, la fase dell’acquisizione digitale consente anche la ricostruzione di tavolette frammentate.
In particolare nel caso di frammenti custoditi in luoghi diversi. Circostanza a cui si provvede con scansioni in loco mediante apparecchiature mobili, e successiva rielaborazione delle diverse immagini ottenute fino alla ricostruzione dell’immagine originaria.
E’ del tutto evidente come tecnologie e applicazioni del genere, rendendo possibili copie virtuali ad alta definizione, facilitino enormemente il lavoro di studiosi e scienziati riguardo documenti storici d’immensa importanza ma anche di grande fragilità e quindi spesso inavvicinabili.
E in questo senso il progetto “Duplicazione e Rinascita” fa anche di più. Applica, infatti, al disegno CAD delle tavolette un’ulteriore tecnologia, fortemente innovativa per quel che riguarda i beni culturali: la prototipazione rapida. Si tratta di una tecnologia già applicata in campo industriale e soprattutto in quello biomedico per ricostruzioni e protesi.
In pratica, dalla riproduzione virtuale si ottiene una copia fisica “più perfetta” dell’originale. E’ una creazione che opera per “accrescimento”. Strato dopo strato, seguendo le istruzioni di un software, una macchina realizza una copia in positivo dell’originale, nel caso delle tavolette in gesso, ma possono essere utilizzate anche delle plastiche speciali.
Grazie alla risoluzione utilizzata (400 punti X mm2) il risultato è una tavoletta più leggibile e dunque meglio interpretabile dell’originale. Ma non finisce qui. Per i filologi dei testi antichi l’ENEA ha in serbo un’altra sorpresa.Un ultimo sviluppo di “Duplicazione e Rinascita” che sarà presentato nel luglio prossimo a Parigi in occasione di un convegno mondiale di Assiriologia: un innovativo modello in 2D.
Si sta infatti lavorando, a partire dal modello in 3D, per riportare la tavoletta su un unico piano ma senza nessuna perdita informativa, cioè recuperando in chiave bidimensionale tutte quelle iscrizioni presenti sui lati e sui bordi. Il modello 2D ha come obiettivo quello di facilitare ancor di più tutte quelle operazione di decifrazione e studio sia con l’ausilio del computer che mediante supporti cartacei.
Pubblicato su Tuttoscienze (La Stampa) il 3 giugno 2009
- Cultura Digitale 2003 -
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