Sfoglia Palladio e Piranesi, segui la guida di Pausania
Da quando nell’Encyclopédia di D’Albert e Diderot la bibliofilia veniva in modo riduttivo definita come “quel furore d’avere libri, e di ammucchiarli”, le cose sono assai cambiate. Quello che allora era sembrato soltanto uno strambo impulso ossessivo, si è nel tempo trasformato prima in una raffinata forma di collezionismo culturale, poi in un allettante mercato d’arte, e infine in una sorta di presidio della memoria storica e del sapere del passato rispetto ad una società contemporanea ritenuta sempre più vittima dei propri oblii.
Tanto è vero che oggi il libro antico è sempre più al centro non solo di studi, ricerche e progetti a carattere scientifico, ma anche d’importanti iniziative a carattere culturale. Tra queste, rivestono un ruolo di particolare prestigio le grandi mostre antiquarie che tradizionalmente si tengono in alcune delle più importanti città del mondo (Milano, Parigi, Londra, New York ecc.). L’importante novità è che ora nel novero delle “capitali del libro antico” sta per fare il suo ingresso anche Roma, vale a dire quella città che con il suo splendido passato rinascimentale, fatto di grandi artisti tipografi ed incisori e di magnifiche biblioteche di Papi, Cardinali e famiglie patrizie, ha dato un contributo determinante proprio alla nascita e sviluppo del libro a stampa. Infatti, per iniziativa dell’Associazione Librari Antiquari d’Italia (A.L.A.I.) in collaborazione con la Sopraintendenza per il Polo Museale Romano e l’Associazione Antiquari d’Italia, si terrà nella capitale, dal 12 al 14 novembre 2004, la prima edizione della mostra “Libri antichi e rari a Palazzo Venezia”. Si tratta di un evento che metterà insieme circa 70 tra le più importanti librerie antiquarie italiane e internazionali associate “all’International League of Antiquarian Booksellers”.
Il catalogo della mostra presenta una ricchezza in grado di attrarre un po’ tutti: dotti, curiosi, appassionati d’arte e antiquariato, investitori ecc. Vi compaiono incunaboli, manoscritti, cinquecentine, figurati antichi e moderni, autografi, carteggi inediti ecc. Insomma, un’occasione straordinaria per acquistare o soltanto visionare, testi unici, grandi capolavori, volumi pregiati. E nell’attesa dell’inaugurazione, possiamo intanto farci un’idea sulla varietà e preziosità delle proposte scartabellando un po’ tra le pieghe del catalogo. A cominciare dagli incunaboli, tra i quali troviamo: i Fasti ovidiani (1497), un De propositionibus unviversalibus di Aristotele (1488) e il capolavoro tipografico Libellus recollectorius auctoritatum de Veritate Conceptionis Beatae Virginia di Bandello di Castronovo (1475), proposto da una libreria antiquaria di Barcellona. Quindi, possiamo far visita al luminoso spazio palladiano con l’editio princeps dei Quattro libri dell’Architettura di Andrea Palladio (1570) oppure scoprire la “chirurgia come arte” attraverso la prima edizione italiana della Cirugia di Andrea della Croce (1574) illustrato da numerose xilografie: ferite, operazioni, strumenti. Dall’antica medicina all’antica gastronomia con un’altra prima edizione: La singolare dottrina dell’ufficio dello scalco, de condimenti di tutte le vivande di Domenico Romoli (1570), una vera opera enciclopedica. C’è poi la Divina Commedia di Giunta (1529), quella con il primo ritratto di Dante verosimigliante. Da Londra arriva la Grecia di Pausania nell’editio priceps aldina del 1516, considerata la madre di tutte le guide archeologiche. E restando in tema di viaggi è anche possibile ammirare uno dei più bei monumenti tipografici mai ideati, il Voyage pittoresque ou description des royaumes de Naples et de Sicile di Jean Claude Richard de Saint-Non con le sue 386 incisioni in 5 volumi. E ancora da librerie antiquarie londinesi arrivano: la bibbia dell’architettura rinascimentale, De Re Aedificatorica (1485) di Leon Battista Alberti, e il Contratto Sociale di Rousseau con il titolo orginale Principes du Droit Politique (1762), prima edizione, seconda tiratura con varianti. Sulla natura e i suoi misteri, opere uniche: l’Historiae sive synopsis methodicae conchyliorum di Martin Lister (1770), uno dei più importati trattati di malacologia e la prima edizione della Storia naturale degli uccelli di Saverio Manetti (1776) considerata la più bella opera italiana di ornitologia. Sull’arte dell’incisione, l’opera più visionaria di Giovan Battista Piranesi: Carceri d’Invenzione (1750) e poi Scelta di XXIV vedute delle principali Contrade, Piazze, Chiese e Palazzi della città di Firenze di Giuseppe Zocchi (1744), ritenuta la migliore presentazione di Firenze agli occhi del mondo.
E prima di concludere, un cenno sui prezzi. Per quanto riguarda i libri citati nel nostro breve excursus, si tratta ovviamente di opere che hanno delle valutazioni alquanto alte, stimabili, per ogni esemplare, nell’ordine delle decine di migliaia di euro . Tuttavia, la mostra, come sopra accennato, presenta un catalogo assai variegato e di conseguenza prezzi estremamente diversificati. Diciamo compresi tra il costo di una serata in pizzeria fino al corrispettivo per l’acquisto di un’auto di lusso…in altre parole, non solo ai grandi collezionisti, ma un po’ a tutti, a fronte di piccoli esborsi, è offerta la possibilità di avvicinarsi al mondo del libro antico e di pregio.
Pubblicato su Tuttolibri (La Stampa) il 6 novembre 2004
Cultura Digitale 2003 - ultimo aggiornamento: 5.03.2007
|
|
|||||||
|
|
|
|||||||
|
|
||||||||