La filosofia dell'open source
Se la filosofia - tra le discipline più antiche e conservatrici del nostro sapere - incontra internet, possono inaspettatamente scaturirne tecniche rivoluzionarie capaci anche di profonde innovazioni negli studi.
Tra queste, l’utilizzo di sistemi di conoscenza distribuiti sul Web per analizzare - in modo nuovo - testi, concetti e sviluppo delle idee nei “pattern” dei maggiori pensatori del passato.
E' quello che si propone il progetto"Schopenhauersource", nato da un'intuizione del gruppo coordinato dal prof. Barbera - docente del dipartimento di Linguistica dell'Università di Pisa e tra i maggiori esperti della filosofia schopenhaueriana – e finanziato dalla stessa Università di Pisa e dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca).
Volendo completare e approfondire le ricerche sulle fonti manoscritte del filosofo tedesco, Barbera e il suo team hanno preferito affidarsi per la riproduzione degli originali non più alla costosa stampa, ma al digitale.
Da qui è nata l’iniziativa - in collaborazione con la Biblioteca statale di Berlino (che possiede l'intero lascito manoscritto di Schopenhauer composto da circa 23 mila pagine) e con la Biblioteca universitaria di Francoforte sul Meno (che invece custodisce la biblioteca personale di S. con annotazioni al margine sui testi ed altri appunti del filosofo) – di procedere alla digitalizzazione del materiale e poi di organizzarlo all’interno di un apposito website ospitato dai server dell’Ecole Normale Supérieure de Pari.
"Schopenhauersource", che è parte di un più ampio progetto europeo chiamato "Discovery" finalizzato allo sviluppo di una grande biblioteca digitale di risorse primarie e secondarie per gli studi filosofici, e che si avvale anche dei risultati del network "Open Scholary Communities on the Web" creato sempre a livello europeo per offrire infrastrutture di ricerca per studi umanistici sul Web, non si limita alla sola riproduzione digitale dei manoscritti, ma come dicevamo, punta a qualcosa di ancora di più innovativo, cioè alla creazione di uno spazio di ricerca decentrato e collaborativo in grado di stimolare nuovi approcci agli studi filosofici.
Attraverso la rete, studiosi e ricercatori sono invitati a partecipare al progetto, a cominciare dalla produzione di nuove trascrizioni. I documenti originali sono, infatti, scritti in un alfabeto diverso da quello in uso oggi in Germania, quindi per utilizzare al meglio le fonti, tutte le riproduzioni digitali on line dovranno al più presto essere affiancate dalle corrispettive trascrizioni.
Per supportare questo genere di attività, è prevista l’implementazione di applicazioni tipo “peer-to-peer” per il lavoro in connessione e “peer review" per la revisione paritaria dei contribuiti.
Rispetto ai contenuti, gli strumenti di conoscenza riuniti in Schopenhauersource hanno come imperativo filologico quello di rendere visibile alla comunità scientifica, attraverso forme d’accesso e di analisi dei documenti in formato digitale, la genesi del pensiero del “filosofo del mondo come rappresentazione”.
Ma anche di portare a conoscenza - grazie ad appunti universitari e annotazioni mai edite – un aspetto tuttora poco conosciuto di Schopenhauer: la sua formazione giovanile. Vale a dire, quando giovane universitario a Berlino seguiva le lezioni di Fichte e prendeva appunti che poi integrava con proprie riflessioni. Scritti che secondo i curatori del progetto contengono “l’origine genetica” del suo pensiero successivo.
Rivolto principalmente agli specialisti, Schopenhauersource, potendo però far conto sulla visibilità del Web, spera anche di aprirsi ad una platea più vasta: anzitutto agli studenti che utilizzando molto internet potrebbero più facilmente adottarlo come forma d’apprendimento da intervallare allo studio basato sulla manualistica tradizionale.
Attualmente il progetto è al 50%, il sito contiene già circa la metà del lascito testamentario del filosofo. Entro il 2009 dovrebbe essere completato l’inserimento dei manoscritti e subito dopo inizierà la digitalizzazione anche dei volumi chiosati della biblioteca personale.
Pubblicato su Nòva (Il Sole24ore) 22 gennaio 2009
- Cultura Digitale 2003 -
|
|
||||||
|
|
|
|
|||||
|
|
|||||||