I libri preferiti sugli scaffali della rete
Si aggira per il Web una “tag cloud” enorme, contenente più di 13 milioni di tags. Una nuvola non minacciosa, anche se ripiena di furore classificatorio. Proviene da LibraryThing, il sito di maggior successo tra quelli dedicati al “social tagging dei libri”.
Nato da un’intuizione di Tim Spalding - eclettico personaggio con laurea in greco e latino all’Università del Michigan e credenziali da sviluppatore web – ha cifre da crescita quasi esponenziale: 148 mila membri e oltre 10 milioni libri catalogati.
Insomma, nella graduatoria delle più grandi biblioteche americane, stilata dall’ALA (American Library Association), la biblioteca virtuale LibraryThing figurerebbe, al momento, già al quinto posto, subito dopo la biblioteca dell’Università di Yale.
Una performance che dimostra quanto prometta bene il matrimonio fra il mondo dei libri e quello delle web 2.0 applications, della folksonomy, dei tags. Un’osmosi che nella sua riuscita può far leva su alcune “filosofie” comuni: il gusto per la catalogazione, il piacere della classificazione, del confronto, della condivisione e dello scambio.
Inoltre, le bussole dei “social network”, avamposti della rivoluzione web 2.0, e quelle delle community bibliotecarie e librarie, puntano - sostanzialmente – nelle stesse direzioni: centralità dell’utente, principi collaborativi, aggregazione intorno a forti interessi comuni .
Quindi all’invito lanciato da Tim Spalding attraverso l’home page di LibraryThing: “Inserisci quello che stai leggendo o tutta la tua biblioteca. È una catalogazione semplice, ma di qualità. Ti mette anche a contatto con persone che leggono le tue stesse cose”, non poteva che seguire una risposta massiccia e non di soli bibliotecari magari elettrizzati dall’atipica missione on line, ma anche e soprattutto da parte di migliaia e migliaia di “user – generated content” mossi da una spiccata passione libresca.
Tutti, comunque, conquistati sia dal ingegnoso sistema di catalogazione (inserendo un titolo, o il nome dell’autore, il sito stesso propone in automatico le informazioni relative, pescandole da Amazon o da una settantina di biblioteche di vari paesi del mondo a cui è collegato) sia dall’eccitante libertà di organizzare i libri in “tags” catalogandone a piacere ogni aspetto in modo da poter fare ricerche partendo da essi, scoprire collegamenti tra i propri e gli altrui, generare reti di persone con interessi simili.
LibraryThing nel perseguire l’intento di costruire una comunità “vibrante” combinando interessi letterari e scaffali “virtuali” non fa certo poi mancare ai suoi tanti supporter gli strumenti più adeguati: forum, gruppi e soprattutto la sezione "zeitgeist" che offre una fotografia istantanea di autori, categorie, titoli nonché della “tag cloud” e delle recensioni/ classifiche più popolari.
Rilevanza, accuratezza, funzionalità che hanno però il loro prezzo: l’account base (per creare un catalogo fino a 200 libri) e' gratuito, l’account valido un anno costa 10 dollari mentre quello a vita 25.
Anche se LibraryThing è, al momento, il più popolare e il più libro-centrico tra i siti dedicati al social tagging dei libri, non è più il solo. Ci sono, sulla stessa scia, almeno due altre iniziative da seguire con interesse: Shelfari e Lib.rario.us.
Il primo punta su un layout molto raffinato: i libri sono visualizzati su scaffali virtuali che gli utenti possono esplorare a piacimento. Il sito consente, con facilità, di creare librerie virtuali di libri letti, in lettura o che si ha intenzione di leggere.
La catalogazione on line, con funzioni automatiche simili a quelle di LibraryThing, “linka” però solo verso Amazon giacché Shelfari si prende una percentuale sulle eventuali vendite. Anche qui, ovviamente, i libri si possono organizzare in “tags” ma in più con l’opportunità di avere, per ogni libro, uno spazio-pagina per raccogliere commenti, giudizi di altri utenti, link alle pagine di coloro che lo possiedono o che lo hanno già letto.
Una funzionalità interessante è infine la possibilità di ricevere notifiche automatiche (via email o sul proprio profilo) con consigli e suggerimenti, provenienti da altri utenti, basati sulle preferenze espresse e su i tags utilizzati.
Lib.rario.us ha un’approccio un po’ diverso rispetto a LibraryThing e Shelfari, non è libro-centrico. Si propone invece come strumento di catalogazione e condivisione di collezioni di media (libri, film, video, musica).
L’utente registrato può, infatti, catalogare non solo libri, ma anche dvd, cd, videocassette, file musicali e perfino videogiochi. Anche in questo caso la “tag cloud” è sempre in evidenza, però a differenza dei precedenti siti, accanto a “fiction”, “literature”, “history”, “children books”, qui nella nuvola degli inserimenti compaiono anche altri termini: “videogames”, “nintendo”, “xbox”, “movie”, “cd”, “emusic” ecc.
Pubblicato su Nòva (Il Sole24ore) 1 marzo 2007
- Cultura Digitale 2003 -
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