Scaffali on line da riempire
Google, Yahoo!, Microsoft e Amazon, le major del digitale, si sono lanciate nel Web scommettendo, quasi simultaneamente, sull’accoppiata Rete + opere letterarie per sfidarsi nella realizzazione della Biblioteca universale on line.
La prima a partire è stata l’azienda di Mountain View mettendo in pista “Google Print”, progetto che prevede, entro i prossimi sei anni, la digitalizzazione e messa on line di ben 16 milioni di libri. Poi è arrivata Yahoo!, con la sua proposta di “mediateca”, cioè un contenitore multimediale in rete da riempire non solo di libri digitali (sono in arrivo i primi 18 mila volumi di letteratura americana) ma anche di audiovisivi, immagini, musica ecc. Quindi Microsoft, interessata, per ora, soltanto ai libri di qualità: 150 mila titoli (di cui 100 mila provenienti dagli austeri scaffali della British Library), da digitalizzare e on line entro un anno. Mentre Amazon ha marciato secondo il suo stile: vasta scelta di libri digitali da sfogliare virtualmente.
Ma c’è un nuovo competitore intenzionato a partecipare alla sfida, all’ultimo libro: è la Biblioteca Digitale Europea (BDE), progetto recentemente annunciato dalla Commissione dell’Unione. Vanta un patrimonio culturale stimato in più di 2 miliardi di libri (stipati nelle biblioteche europee) ed in circa 200 milioni ore/trasmissione di materiale audiovisivo.
Al progetto non mancano certo i numeri. Tuttavia, anche gli ostacoli non mancano. Per cominciare, c’è la questione del reperimento delle risorse economiche necessarie. Basti pensare che Google, potendo far conto sulle plusvalenze finora realizzate, ha gettato sul piatto di “Google Print” 270 milioni di dollari. E solo per cominciare.
Per il progetto europeo, invece, per ora si parla di cofinanziamento: la Commissione ne finanzierà una parte; il resto è affidato, genericamente, a sponsor privati. I soldi necessari non sono pochi: secondo stime, solo per l’avviamento, serviranno almeno 150 milioni di euro.
C’è poi da mettere in moto una campagna di digitalizzazione coordinata su vasta scala, visto che, come dicono gli stessi documenti ufficiali della Commissione, “al momento è stata digitalizzata solo una piccola parte delle collezioni librarie europee e i progressi sono lenti”.
Per fortuna non si parte da zero. La nascente BDE potrà, infatti, avvalersi dell’infrastruttura TEL (The European Library), ossia un sistema che già permette di consultare on line i cataloghi delle principali biblioteche nazionali europee, ma soprattutto di accedere a tutta una serie di risorse (libri antichi, manoscritti ecc.) precedentemente digitalizzate.
La tabella di marcia della BDE prevede tre fasi: la digitalizzazione del patrimonio culturale comune ancora in formato analogico, la messa a disposizione on line dei formati digitali e la loro conservazione. Entro il 2006, si prevede di ottenere la collaborazione di tutte le biblioteche nazionali dell’Unione. Per cominciare ad offrire, on line , nel 2008, circa 2 milioni di libri, film, fotografie e altre opere; che diventeranno oltre 6 milioni nel 2010.
Non si deve ignorare, però, che sull’iniziativa pende un’incognita che rischia di ridimensionarne il successo: i limiti stabiliti dalla legittima tutela del diritto d’autore. I precedenti non mancano. Subito dopo il lancio, il servizio “Google Print” ha dovuto fronteggiare una pioggia di denunce presentate dai sindacati americani degli autori ed editori. Mentre Yahoo! e Microsoft sono corse ai ripari annunciando accordi preventivi con i depositari dei diritti.
In base alle norme vigenti, infatti, può essere digitalizzato e offerto on line soltanto il materiale di “dominio pubblico” (in Italia, i diritti di un’opera intellettuale decadono dopo 70 anni dalla morte dell’autore).
La Comunità europea, con la direttiva 2001/29/CE che prevedeva il libero diritto di riproduzione per le biblioteche accessibili al pubblico, aveva già provato in passato a superare il problema. La direttiva, però, non ha raggiunto l’obiettivo, non essendo vincolante per gli Stati membri.
Ora, per preparare la strada alla BDE e soprattutto per non incorrere in controversie legali, la Comunità europea ci riprova. Entro la fine del 2006 la Commissione dovrebbe riesaminare la normativa sul diritto d’autore, anche alla luce di una serie di consultazioni on line, effettuate tra istituzioni culturali e detentori dei diritti durante il 2005, sul gradimento della Biblioteca Digitale Europea.
Proprio sulla delicata questione del copyright, pur mettendo in evidenza una serie di divergenze, queste consultazioni sembrano aver fornito alla Commissione utili indicazioni per trovare una soluzione al problema condivisa da tutti.
Pubblicato su Nòva (Il Sole24ore) 18 maggio 2006
- Cultura Digitale 2003 -
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