Il Rinascimento della Biblioteca
Date troppo presto per spacciate con l’avvento di Internet e con la globalizzazione della cultura, le biblioteche godono invece di ottima salute. Anzi, mai come negli ultimi anni i segnali sono stati così incoraggianti tanto da far parlare di una vera e propria “renaissance”.
In molte città europee e mondiali si è ricominciato a progettare e costruire nuove grandi biblioteche: dalla Munchner Stadtbibliothk” del Gasteig di Monaco alla Peckham di Londra, e poi la nuova Biblioteca di Anversa, la Biblioteca centrale di Seattle di Joshua Ramus, fino alla grandiosa Biblioteca di Alessandria.
Tutte avveniristiche e monumentali costruzioni, spesso utilizzate dall’architettura contemporanea come simboli del rinnovamento urbano. Ma anche portatrici di un nuovo modello di biblioteca, somigliante – dal punto di vista degli spazi e della pluralità nell’offerta – al grande centro culturale, ma soprattutto caratterizzato dall’integrazione delle risorse tradizionali (cartacee) e di quelle digitali.
Insomma, la mutazione della biblioteca classica in quella che viene definita “biblioteca ibrida”, cioè quel luogo di mediazione per eccellenza dove è possibile combinare – in base alle esigenze degli utenti – la crescente moltitudine delle attuali fonti informative: a stampa, elettroniche, remote, multimediali ecc.
Anche per l’Italia è pronta un’iniziativa per realizzare una grande e moderna struttura bibliotecaria di questo tipo. Si chiama BEIC: Biblioteca Europea di Informazione e Cultura. Sorgerà a Milano su progetto dell’architetto australiano Peter Wilson e grazie alla cooperazione tra Fondazione BEIC (ente propulsore e coordinatore), Regione Lombardia, Comune di Milano, Ministero per i beni e le attività culturali, Università e Politecnico.
Un’opera importante, una fondamentale infrastruttura per la cultura, dal ragguardevole costo di circa 260 milioni di euro . Avrà l’appeal del grande polo culturale e la funzionalità di una “public library”: vocazione europea, interdisciplinarità, sostegno alla ricerca e didattica, ma soprattutto organizzazione a scaffale aperto con almeno 500 mila opere, su una superficie di circa 80 mila m2, tutte a disposizione degli utenti.
Tutto è pronto, a cominciare dal progetto esecutivo. Ma per vedere l’edificio con dentro gli scaffali pieni di libri, ci vorrà ancora qualche anno (si parla del 2013). E nel frattempo?
Qui viene in aiuto il “modello biblioteca ibrida” con il suo doppio motore cartaceo/digitale, e che nel caso specifico, mediante la messa in opera di alcuni server (repository) - ospitati temporaneamente presso il Politecnico di Milano - consente di scavalcare le lungaggini della “fisicità” e di passare subito ad una veloce organizzazione delle risorse digitali già disponibili.
Primo “step” per la BEIC digitale: mettere a disposizione un’ampia scelta di testi consultabili direttamente dal Web. La Fondazione BEIC ha stipulato, con le biblioteche, i musei e le università che hanno aderito a questa prima fase del progetto, una serie di convenzioni per finanziare (con risorse già stanziate) la digitalizzazione di quella parte del loro materiale che rientra negli obiettivi tematici della BEIC.
La campagna di digitalizzazione - in corso - ha già superato i 2000 volumi scansionati, e prosegue nel solco della "carta delle collezioni" precedentemente predisposta: classici del diritto, della matematica, della scienza, della religione e documenti medievali italiani.
Mentre altre convezioni sono in corso di definizione: con la Bibliothèque de France per opere a stampa sui viaggi in Italia nei secoli XVI-XIX e con l'Università di Pavia per una serie di classici di teologia.
Oltre ai testi, è anche in programma la prossima acquisizione in digitale di una grande quantità di immagini - oltre 250 mila - del fotografo Paolo Monti, forse il maggior interprete della fotografia moderna italiana. Recentemente acquistate dalla BEIC e attualmente conservate presso il Castello Sforzesco, rappresentano una documentazione unica sulla realtà di molte città italiane.
Un patrimonio che arricchirà il futuro archivio multimediale della biblioteca. Il piano di digitalizzazione, "mission" della BEIC, prevede anche altri “step”. Una conversione in formato digitale del "nucleo centrale" del futuro patrimonio fisico (una volta acquistato) della Biblioteca con la possibilità di accedervi in rete e tramite le centinaia di postazioni informatiche che verranno dislocate nelle varie sale di consultazione.
L'apertura (interoperabilità) verso altri sistemi, e soprattutto il coordinamento con la principale iniziativa italiana (Biblioteca Digitale Italiana) ed europea (Biblioteca Digitale Europea) per lo sviluppo delle digital libraries.
Sono anche allo studio possibili modelli di business per i futuri servizi di digitalizzazione della BEIC, verosimilmente sul genere Print-on-Demand. Riguardo invece alla problematica questione del copyright, per adesso la scelta è netta: digitalizzare soltanto opere in regime di “pubblico dominio”.
Dal punto di vista tecnologico, per creare un sistema coerente e sicuro di archiviazione digitale, la BEIC si è affidata alla Sowre - una consociata IBM specializzata nel trattamento documentale - e al Politecnico di Milano.
E' stato scelto un modello aperto di archiviazione dell'informazione basato sull’indicizzazione delle opere con utilizzo dei metadati e sul modello OAIS (Open Archival Information System) con certificazione ISO 14721, mentre per la consultazione del materiale digitalizzato, verrà utilizzato DigiTool, un'applicazione di alta qualità specializzata per un facile accesso alle collezioni digitali attraverso una varietà di interfacce personalizzabili.
Entro la prossima estate, in coincidenza con un importante convegno per il mondo delle biblioteche – IFLA 2009 (International of Library Associations and Institutions) - che si terrà in agosto proprio a Milano, la BEIC digitale dovrebbe essere on line con un suo portale e con diverse migliaia di volumi integralmente (full text) consultabili.
Come sostiene Antonio Padoa Schioppa - presidente della Fondazione BEIC ed appassionato promotore di questo ambizioso progetto - " il lancio della BEIC digitale fungerà da promozione, da stimolo, spingerà ad una più veloce realizzazione del progetto della grande Biblioteca Europea di Informazione e Cultura”.
Pubblicato su Nòva (Il Sole24ore) 13 novembre 2008
- Cultura Digitale 2003 -
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