Un record di velocità se si parla con la luce
Più di duecento anni fa, nella Francia rivoluzionaria, comparvero, lungo le principali vie di comunicazione, decine e decine di torri, reciprocamente allineate a vista, sulle cui cime si muovevano dei segnalatori meccanici capaci di rappresentare un certo numero di simboli. Era nato il telegrafo ottico di Claude Chappe. Napoleone, intuendone le potenzialità dal punto di vista militare, ne promosse immediatamente la diffusione, e in poco tempo l’invenzione di Chappe diventò una rete estesa a 29 città mediante la dislocazione di oltre 500 torri – ripetitori.
Si trattò di un grande progresso storico nello sviluppo delle comunicazioni. Solo per fare un esempio, il tempo di trasmissione di un dispaccio da Parigi a Tolone, una delle linee principali servita da 116 torri, si ridusse da parecchi giorni a soli venti minuti! L’ingegnoso sistema si diffuse anche in altri paesi e sopravvisse fino al 1844, quando fu mandato in pensione dall’arrivo di una tecnologia più evoluta, il telegrafo elettrico di Samuel Morse.
Ora però, per il segnale ottico, dall’allora estromesso dal “gotha” dei sistemi di comunicazione, sembra giunto il momento per una sorta di rivincita. L’occasione è racchiusa in una sigla: FSO, ovvero Free Space Optics. Si tratta di una tecnologia innovativa in grado di far comunicare due sedi remote, in condizioni di visibilità fra loro, attraverso l’emissione di un fascio di luce laser invisibile però capace di trasportare voce, video e dati ad altissime velocità, in pratica fino a 2,5 Gbps cioè circa 2000 volte la velocità di una linea ADSL.
Oltre che per l’incredibile velocità, la trasmissione delle informazioni tra le torri di Chappe è stato calcolato che non superasse l’1,76 bites al secondo, la tecnologia ottica FSO surclassa ovviamente in tutto e per tutto la sua gloriosa antenata. Il telegrafo ottico presentava inevitabilmente non pochi inconvenienti, tra i principali: il dover far ricorso a “ripetitori” umani con evidenti limiti di percezione e d’identificazione dei segnali, e poi lo scarso tempo d’utilizzazione effettiva, in media sei ore al giorno, causa oscurità e intemperie.
I sistemi FSO sono invece in grado di operare anche in condizioni meteorologiche assai critiche, soltanto nebbie particolarmente fitte o l’interposizione, ad esempio, di un volatile potrebbero interrompere le trasmissioni ma solo temporaneamente in quanto il protocollo di comunicazione, nell’istradare i pacchetti dati, interpreterebbe comunque l’evento soltanto come una normale necessità di ri-trasmissione.
In quanto poi a precisione e sicurezza, questi sistemi offrono ampie garanzie. Non operando in radiofrequenza, ma ad una sola frequenza dello spettro della luce nel campo dell’infrarosso o dell’ultravioletto, ne consegue l’esclusione di qualsiasi rischio di intercettazione, e comunque nel caso di intromissione esterna nel fascio di trasmissione, risultato sarebbe la sua automatica e immediata interruzione.
Da quanto detto finora, si capisce perché questa tecnologia ottica appaia competitiva e vantaggiosa sia rispetto ai sistemi wireless radio che richiedono, tra l’altro, l’acquisizione di licenze sia rispetto alla posa della fibra ottica assai più onerosa. E non è un caso se una serie di 26 cannoni laser, installati recentemente a Bagdad sui tetti dei ministeri, costituisca la dorsale della GovNet, la nuova rete telematica realizzata dall’Italia, nell’ambito del processo di ricostruzione, per il governo iracheno.
Il progetto, in questa sua prima fase, ha avuto il merito di ripristinare le comunicazioni tra le amministrazioni pubbliche consentendo lo scambio di dati, informazioni, l’aggiornamento di banche dati e la disponibilità sicura ed economica del canale telefonico in modalità Voip.
La seconda fase, che dovrebbe
concludersi entro il 2006, prevede, invece, l’estensione della GovNet
ad altre istituzioni pubbliche non governative come ospedali, scuole ecc.,
compreso l’avvio di un programma di e-learning. Ed inoltre punta a
sostenere il decollo dell’Internet irachena che dopo gli anni bui
dell’era Saddam dov’era completamente assente, già al
momento vede il numero delle connessioni sfiorare la quota 200 mila.
Cultura Digitale 2003 - ultimo aggiornamento: 5.03.2007
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