\ NUOVE TECNOLOGIE WEB

Cresce in Internet il libero popolo dei Wiki

Ward Cunningham, ingegnere elettronico e programmatore di successo, trovandosi, anni fa, nell’aeroporto di Honolulu, fu invitato da un addetto a servirsi dei “wiki wiki bus” vale a dire dei veloci bus navetta in servizio tra i vari terminali. Fece così conoscenza con la curiosa espressione “wiki” che in lingua hawaiana vuol dire “rapido” o “molto veloce”.

Per Cunningham, che a quel tempo lavorava ad un innovativo progetto per il Web, fu una folgorazione: aveva finalmente trovato il nome giusto per la tecnologia che aveva in mente: wiki.

All’inizio, siamo ancora nel 1995, wiki è soltanto una tra le tante potenzialmente interessanti soluzioni di design pattern nell’ambito delle nascenti comunità web. Ma la strada intrapresa da Cunningham si rivela al tal punto azzeccata che solo pochi anni dopo il software wiki è considerato come una delle più serie promesse per lo sviluppo, attraverso le reti, di sistemi di conoscenza pubblica diffusa.

Ma più precisamente, cos’era, e via via, cos’è diviene wiki? Nato appunto come software per scrivere e discutere di metodologie di programmazione, nel corso del suo sviluppo si è trasformato prima in un software collaborativo per creare siti web quindi in un programma per dar vita a forme di scrittura comunitaria sino poi a coincidere con particolari siti web nei quali ad ogni utilizzatore è permesso di aggiungere contenuti, finendo in ultimo a significare un vero e proprio modo d’essere, insomma un nuovo esempio di filosofia open source.

In pratica, la tecnologia wiki permette di scrivere collettivamente qualsiasi genere di documento in un semplice linguaggio di markup utilizzando un web browser, facilita al massimo la creazione e l’aggiornamento delle pagine, e si basa, per quel che riguarda i collegamenti tra le informazioni, su una struttura completamente ipertestuale.

Unico dubbio: il controllo dei contenuti. In nome della filosofia “open” che anima il mondo wiki, si è preferito seguire la regola di rendere facili le correzioni di eventuali errori, piuttosto che implementare blocchi e/o barriere per rendere difficile il commetterli. Così, i wiki pur rimanendo completamente aperti, forniscono però vari modi per verificare la validità e gli aggiornamenti dei contenuti delle pagine. Il più importante è la cosiddetta pagina delle “ultime modifiche” che permette un continuo controllo sugli interventi effettuati.

Conseguenza della raggiunta maturazione come tecnologia di successo comunitaria e gratuita, wiki ha ulteriormente allargato il suo raggio d’azione a diversi campi d’applicazione: come strumento per la documentazione di numerosi progetti informatici, come metodo per il knowledge base d’impresa, come soluzione per tutta una serie di progetti collaborativi, senza però dimenticare i campi di produttività personalizzata, anch’essi in espansione, come, ad esempio, l’implementazione di wiki individuali formato agenda e/o block-notes e di blog per la traduzioni di libri.

Ma il suo campo d’eccellenza è al momento rappresentato dalle Enciclopedie o knowledge base on line sia settoriali, tra le quali un esempio tra i più interessanti è quello della Sensei’Library dedicata all’antichissimo gioco “Go”, sia generaliste dove troneggia Wikipedia, uno degli ultimi fenomeni esplosi sul Web.

L’enciclopedia Wikipedia è uno dei prodotti più sbalorditivi che la Rete abbia visto finora: in linea dal gennaio 2001, può contare su circa 13 mila collaboratori sparsi in tutto il mondo che sono in procinto di tagliare il traguardo del milione e mezzo di voci inserite.

Questo vuol dire: non solo l’enciclopedia “a contenuto libero” più grande del mondo ma anche quella che cresce più velocemente con quasi 5 mila voci che vengono aggiunte ogni giorno. La consultazione on line può contare su un sistema di server dislocati in varie parti del mondo (70 in Florida, 6 a Parigi, 12 ad Amsterdam e prossimamente 26 in Sud Corea) in grado di gestire la visualizzazione di circa 1,4 miliardi di pagine al mese.

Il tutto realizzato grazie alla raccolta di contribuzioni volontarie, che nel 2005 toccheranno i 500 mila euro, e soprattutto grazie all’entusiastico sostegno dei wikipediani, la comunità che nata intorno alla Wikimedia Foundation ha portato poi alla nascita delle tante comunità nazionali. Una delle ultime, in ordine di tempo, è l’associazione dei wikipediani nostrani che ha già portato la versione italiana di Wikipedia alla rispettabile quota di 50 mila voci.

Jimmy Wales, l’artefice del progetto nonché fondatore del Wikimedia Foundation, sostiene che con Wikipedia c’è un ritorno agli ideali originari di Internet: mettere insieme tante persone per costruire qualcosa di migliore per il futuro.

Come per il movimento open source, così anche per le comunità wiki e per i wikipediani l’energia per affrontare grandi imprese collettive sembra venire dall’unione di disinteressate passioni, dalle scelte di persone felici di contribuire offrendo il loro apporto e il loro tempo. Buone notizie per i veloci “wiki wiki bus” di Honolulu: di passeggeri entusiasti pronti a salire a bordo se ne annunciano sempre di più.

Pubblicato su Tuttoscienze (La Stampa) il 2 novembre 2005


Cultura Digitale 2003 - ultimo aggiornamento: 5.03.2007

 
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