Chi canta troverà online
L’ultimo rapporto dell’ IFPI (representing the recording industry worldwide) – il “Digital Music Report 2007” - ha ulteriormente evidenziato il boom della musica online. Le cifre snocciolate sono davvero “pesanti”: 2 miliardi di dollari di fatturato a livello mondiale, download aumentati dell’89% rispetto all’anno precedente con 795 milioni di brani scaricati, 4 milioni le canzoni disponibili in rete attraverso ben 500 piattaforme legali localizzate in 40 paesi.
Insomma, non è difficile essere d’accordo con quanto sostiene Steve Jobs, guru della Apple e creatore di “iTunes” – il jukebox multimediale che nei suoi pochi anni di vita ha già superato il miliardo di downloads - e cioè che la rivoluzione digitale rappresenta il futuro della musica.
Tuttavia, non mancano gli ostacoli che si frappongo alla piena realizzazione di questo scenario, e tra questi c’è la questione della rintracciabilità, ovvero di come garantire il più ampio accesso possibile ai file musicali disseminati nella rete cosicché i milioni di appassionati possano trovare facilmente e tempestivamente quello che più cercano: hit, canzoni, album, musicisti, particolari brani musicali ecc.
Ora però, rispetto a questo problema, c’è una buona notizia: sono, infatti, in arrivo i motori di ricerca musicali. Si tratta di sistemi che “stravolgono” l’abituale concetto di motore di ricerca basato sullo scrivere ciò che si sta cercando, e prospettano invece, al posto della classica ricerca testuale, una vera e propria ricerca sonora.
Midomi, lanciato da Melodis, azienda della Silicon Valley tra le più avanzate nel campo della ricerca sul riconoscimento sonoro, offre un primo esempio di “music search engine” con spiccata propensione all’e-commerce.
Basato sul sistema Mars (Multimodal Adaptive Recognition System) capace di analizzare la struttura melodica e ritmica di un qualsiasi brano audio e sulla tecnologia “query by humming”che consente di interrogare un database di melodie attraverso un input originato dal canticchiare dell’utente al microfono del computer, Midomi si prefigge come obiettivo quello di creare un grande archivio on line di musica indicizzata utilizzando allo scopo anche la filosofia e l’appeal del “social network”.
Gli utenti, infatti, dopo aver creato il proprio profilo personale, possono ascoltare le performace canore degli altri utenti, votarle ed entrare in contatto con loro, ma nello stesso tempo, proprio attraverso le loro ricerche, il database del sistema viene continuamente incrementato grazie ai nuovi brani identificati. Risultato finale: un jukebox sempre più popolato di canzoni originali acquistabili a 0,99$ l’una.
Un altro esempio interessante è offerto da Musipedia, progetto ispirato a Wikipedia e che si propone la costruzione collettiva di un archivio di accordi, motivi, temi musicali utilizzando “Melodyhound”, un motore di ricerca di melodie interrogabile non solo cantando o fischiettando davanti al computer, ma anche mediante tastiera virtuale oppure utilizzando il codice Parsons (rappresentazione di una melodia tramite una sequenza numerica).
Ci sono poi i motori che utilizzano la tecnologia fingerprint che permette di individuare non brani o melodie ma frammenti di audio: pochi secondi presi da una registrazione o addirittura trasmessi tramite connessione telefonica.
In questo modo è possibile identificare un motivo ascoltato magari casualmente alla radio. Leader incontrastato del settore: Shazam. Un sito di grande successo presente già in 16 paesi con più di 2 milioni di utenti che offre un potente motore di ricerca, un database con 5,5 milioni di titoli, ma anche una community aperta al social tagging.
Insomma, un brand che ora è lanciato verso il prossimo grande business: quello dei telefonini riproduttori di musica. Grazie, infatti, ad un software sviluppato proprio dalla società “Shazam Entertainment” sarà possibile il riconoscimento automatico di qualsiasi file audio attraverso il cellulare con relativa individuazione di autore, titolo e album di qualsiasi brano. Per ora il software è stato già adottato dalla Motorola.
Infine, Gorge Tzanetakis, ricercatore di Princeton che attualmente lavora presso l’Università di Victoria in Canada, ha di recente rilasciato un’interessante applicazione: MARSYAS (Music Analysis, Retrieval and Synthesis for Audio Signals). In pratica, un “free software framework” utilizzabile per progetti accademici e/o industriali di Music Information Retrieval, con possibilità d’approntare una serie di browser con interfaccia grafica in 3D. Una piattaforma duttile, pronta per dar vita al futuro motore di ricerca musicale “open source”.
Pubblicato su Tuttoscienze (La Stampa) 18 aprile 2007
- Cultura Digitale 2003 -
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