Il “motore cinese” all’attacco di Google
Internet è il più grande contenitore di informazioni che l’umanità abbia mai conosciuto. E’ un mare immenso dove si naviga a vista e dove è facile perdersi a meno che non ci si affidi alle uniche bussole in grado di indicarci una rotta: i motori di ricerca.
Fino ad oggi, dominio incontrastato dei vari Yahoo, Microsoft, Google, il mondo dei “search engines” vede ora, e con qualche preoccupazione da parte del sopraindicato “Gotha”, l’arrivo di un nuovo, insolito, potenziale protagonista: il motore cinese Accoona.
Nome curioso, forse non a caso con un certa assonanza che rimanda a Google, derivante dall’espressione “swahili” “accoona mata” traducibile con “nessun problema...” “non ti preoccupare...”.
Ma per adesso, chi non sembra doversi davvero preoccupare è proprio “L’Accoona Corporation” che, controllata dall’editore di Stato China Daily Information Company, può contare, al contrario della concorrenza, su finanziamenti esclusivi da parte del governo assicurati per ben 20 anni!A dimostrazione di quanto sia ormai considerato importante dalle autorità cinesi investire in Internet e nel settore dei motori di ricerca.
Dal primo gennaio di quest’anno sono, infatti, cadute le restrizioni all’export dei prodotti cinesi fissate quarant’anni fa, e lo scopo di Accoona è proprio quello di promuovere le imprese cinesi nel mondo, facilitandone gli scambi e gli accordi internazionali.
E il motore, per assolvere nel migliore dei modi la missione, presenta un agguerrito abbinamento: in aggiunta all’usuale, ma in ogni caso fornito, database di pagine web, propone una ricchissima “business directory” contenente dati, si dice, su circa 32 milioni di imprese “made in china”.
Con
un occhio anche al mercato interno, visto che la Cina, paese più
popoloso al mondo, è comunque al secondo posto per numero di utenti
web.
Tuttavia, le aspettative più o meno grandi suscitate fin qui da Accoona
sono, e forse soprattutto, legate alla validità o meno della sua
ambiziosa promessa tecnologica.
Ritenuta da alcuni soltanto una trovata pubblicitaria, l’Accoona Corporation, guidata non a caso da celeberrimi computer business occidentali come l’ex direttore della Compaq Eckhard Pferiffer, ha dichiarato di aver sviluppato all’uopo una tecnologia altamente innovativa denominata “supertarget”, definita un esempio di intelligenza artificiale applicato per la prima volta nel campo dei motori di ricerca.
Le sue capacità rivoluzionarie, da quel poco che è trapelato, risiederebbero, ovviamente, nel recupero dell’informazione. Metterebbe cioè in grado Accoona di interpretare “semanticamente” i termini usati dagli utenti, nel senso che i termini della ricerca potrebbero anche non essere presenti nelle pagine dei risultati ma i contenuti delle stesse avrebbero comunque a che fare con l’argomento ricercato dall’utente.
Insomma, un sistema nuovo di “information retrieval”, non più basato sul criterio, comune a tutti i motori oggi in uso, di “rilevanza” ma su quello, tipico appunto dell’intelligenza artificiale, di “incertezza”.
In verità, una serie di prime prove d’uso sembrano sommariamente confermare la novità. Mettendo a confronto Accoona e Google, è risultata a vantaggio del primo una maggiore capacità di “raffinare” e forse contestualizzare i risultati delle ricerche impostate, ovvero con Accoona le pagine trovate diminuiscono di numero ma sembrano “crescere” dal punto di vista della pertinenza, mentre con Google avviene un pò il contrario.
Ad
esempio, ricercando il termine generico “search engine” Accoona
tira fuori 12 milioni di risultati, Google 28 milioni, più del doppio.
Andando poi sul particolare, provando con “George Bush” Accoona
si attesta su 3 milioni, Google arriva a 16. Digitando infine “Silvio
Berlusconi” ne risultano “soltanto” 145 mila “matches”
ma con in testa i siti che parlano di Berlusconi, mentre i 775 mila di Google
comprendono un pò di tutto anche le tante pagine web dove, per un
qualsiasi motivo, compare la stringa “Silvio Berlusconi”.
Infine, le note dolenti: il motore Accoona, nella sua versione asiatica,
è in linea con le limitazioni approntate per l’Internet cinese.
Si tratta di raffinati filtri per la censura preventiva sviluppati con l’aiuto
delle corporation mondiali del settore informatico (Sun, Microsoft, Cisco
ecc.) che hanno lavorato, nella seconda metà degli anni ’90,
per creare una specie di infrastruttura Internet “parallela”
a quella iniziale.
Oggi, in pratica, esistono 2 Internet planetarie: l’occidentale e la cinese. Accoona è l’ultimo e agguerrito strumento per coniugare, nell’ambito dell’Internet cinese, censura e interessi economici.
Pubblicato su Tuttoscienze
(La Stampa) il 16 febbraio 2005
Cultura Digitale 2003 - ultimo aggiornamento: 5.03.2007
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