Leonardo non è più un segreto
Dopo il fenomeno “Codice da Vinci”, scatenato dal best seller di Dan Brown, anche Leonardo da Vinci rischia di trasformarsi in una “icona pop”.
Per scongiurare questo ed altri pericoli del genere, ma soprattutto per restituire a tutti la vera conoscenze e l’autentico volto del grande genio rinascimentale, è più di una bella notizia l’annuncio di iniziative – nell’ambito divulgativo come in quello scientifico - di garantita qualità culturale.
E proprio in questi giorni se ne annunciano un paio che rientrano a pieno titolo in questa tipologia. Entrambi, infatti, si basano su reali documenti storici, vale a dire su parte considerevole – circa tremila pagine su un totale di circa cinquemila – di quel preziosissimo patrimonio di scritti lasciatoci da Leonardo stesso.
Presso la Biblioteca Reale di Torino sarà presentato il prossimo 10 maggio la realizzazione digitale in alta definizione - completamente interattiva - del “Codice del Volo di Leonardo da Vinci”, realizzata dalla media company Leonardo3 (L3).
Si tratta del manoscritto - databile intorno al 1505 - nel quale Leonardo – con un approccio meccanico – prima analizza il volo degli uccelli, poi studia la funzione dell’ala, la resistenza dell’aria, i venti, le correnti ed infine disegna macchine volanti: da quella ad “ala battente” fino a quella, successiva all’intuizione del volo veleggiato, ad ala fissa tipo aliante.
Leonardo3, impiegando innovativi strumenti di comunicazione, si è impegnata a fondere il mondo dell’educational con quello dell’entertainment, per arrivare a quello che è stato battezzato come “l’edutainment”, cioè un modo “divertente” per fare seria divulgazione storico-scientifica.
L’idea di riprodurre in chiave moderna il “Codice del Volo”, significa concretamente che ogni singolo testo e disegno sono in grado di diventare immediatamente comprensibili e fruibili grazie alla loro interpretazione animata in 3D.
Ad esempio, dalle pagine del manoscritto possono “animarsi” a richiesta i modelli virtuali delle macchine per permettere al pubblico – oltre che l’interattività – di intuire con facilità il loro funzionamento.
Inoltre sarà anche presentato “l’autoritratto digitale” di Leonardo da Vinci realizzato sempre da L3 in esclusiva dall’originale che per motivi conservativi è ormai escluso dal circuito delle mostre e viene custodito nel caveau della Biblioteca Reale.
L’autoritratto verrà proposto su pannelli digitali ad alta definizione mediante tecnologia “L3 HyperView”, e per Leonardo3 sarà l’occasione per lanciare una sfida importante: “può l’uso sapiente di nuove tecnologie rendere la fruizione di un’importante opera d’arte più efficace sul grande pubblico dell’originale stesso?”.
A distanza di soli due giorni, il 12 maggio, a Vinci, città natale di Leonardo, si svolgerà la seconda iniziativa. Qui, presso la Biblioteca Leonardiana sarà presentato l’archivio digitale “e-Leo” basato su due altri celeberrimi manoscritti: il Codice Atlantico e i Manoscritti di Madrid I-II.
Si tratta di un’operazione culturale completamente diversa dalla precedente. Qui l’obiettivo non è più la divulgazione in 3D capace d’esercitare grande fascino sul pubblico, ma la realizzazione di un avanzato strumento di analisi e approfondimento per specialisti che darà l’avvio allo studio delle opere di Leonardo da Vinci nell’ambito di un progetto più generale che prevede - nelle successive fasi - la trattazione di testi manoscritti di argomento tecnico-scientifico del tardo Medioevo e Rinascimento.
In pratica, la Biblioteca Leonardiana di Vinci, in collaborazione con il Dipartimento di Meccanica e Tecnologia e il Centro di linguistica storica e teorica entrambi dell’Università di Firenze, con la digitalizzazione integrale delle carte dei manoscritti, hanno realizzato un sofisticato sistema per la consultazione on line delle opere di Leonardo.
La funzione “sfoglia manoscritti”, oltre alla traduzione a fianco, da in più la possibilità di visualizzare riflesse le pagine così da permettere la lettura dall’originale nonostante la scrittura “speculare” di Leonardo. Non mancano poi un indice dei disegni, un glossario leonardiano e diverse funzioni di ricerca per scandagliare in lungo e in largo i testi. L’accesso remoto all’archivio digitale e-Leo è gratuito e richiede soltanto la registrazione.
Pubblicato su Tuttoscienze (La Stampa) il 9 maggio 2007
- Cultura Digitale 2003 -
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