Internet anno
2020
Non è in ballo il futuro del mondo, come nel pazzo “Congresso
di futurologia” di Stanislaw Lem, ma “soltanto” quello
di internet. Ed i partecipanti invece di essere chiusi in un inquietante
mega Hilton di una città del Centro America devastata dalla guerriglia,
sono sparsi per il mondo ma riuniti per via telematica. E soprattutto, non
si tratta di un romanzo, ma di cosa reale. Diciamo che Pew
internet & American Life Project – net company specializzata
in ricerche sull’impatto delle nuove tecnologie sulla società
- insieme all’Elon
University’s School of Communications del North Carolina, senza
la benché minima intenzione di far concorrenza alla surreale fantasia
del grande scrittore polacco, si sono inoltrate nell’ostico territorio
delle predizioni organizzando il loro “congresso di futurologia”
in formato virtuale.
Tra guru del Web, informatici, ricercatori, scienziati, imprenditori, sociologi
dei media, consulenti, accademici e futurologi - ma anche giornalisti, scrittori,
politici e semplici utenti esperti - sono state interpellati – dal
novembre 2005 all’aprile 2006 - circa 750 persone mettendole a confronto
con sette ipotesi, estrapolate da recenti ricerche e studi provenienti da
settori scientifici, tecnologici, politici ed economici, sulle possibili
evoluzioni di internet da qui al 2020. Ne è scaturito un report –
pubblicato nel settembre scorso – che racconta, attraverso sette scenari,
il futuro che ci sta preparando la Rete globale.
Scenario 1: un network globale, esuberante e low-cost
Iper-ottimismo tecnologico a trecentosessanta gradi. internet anno 2020, network globale che realizza in pieno tutte le sue migliori promesse: completamente interoperabile, perfettamente integrato con i sistemi wireless, a costi bassissimi, aperto a tutti ecc. C’è però chi non si trova per niente d’accordo con questo modello di “networking nirvana”. Ed obietta: digital divide, vecchi modelli di business e restrinzioni varie da parte dei governi per problemi di “sicurezza”, potranno impedire, alla fine, questi sogni di network perfetto.
Scenario 2: l’inglese prenderà il posto delle altre lingue
Nel 2020 il sistema di comunicazioni basato sulle reti trasformerà il mondo in un unico spazio politico, economico e sociale. Di conseguenza l’inglese, lingua franca di internet, diverrà sempre più indispensabile e nel 2020, secondo le stime del linguista David Crystal, verrà utilizzata da circa due miliardi di persone. Questa profonda commistione tra inglese ed internet basata sul continuo uso di acronimi, nuove parole e concetti tipo blog, wiki, chat ecc., farà nascere uno nuovo slang, o meglio un net-dialetto. Malgrado ciò, altri linguaggi, a cominciare dal Mandarino, conquisteranno sempre più spazi nel mondo online.
Scenario 3: nel 2020 la tecnologia diventerà sempre più intelligente e potrà rappresentare un pericolo per gli umani
La maggioranza degli interpellati ha espresso disaccordo, trovando lo scenario troppo somigliante al futuro propostoci dalla “science-fiction plot” cinematografica (Matrix, Terminator ecc.). Tuttavia, un buon 42% la pensa diversamente ed immagina, invece, pericoli, impatti negativi e conseguenze impreviste. Micheal Dahan, professore del Sapir Accademic College di Israele, sostiene, ad esempio, che entro il 2020 ad ogni neonato dei paesi industrializzati potrebbe venir impiantato un chip, all’inizio per soli scopi medici, ma con il rischio che in seguito possa essere utilizzato per implementare sistemi sempre più sofisticati di controllo e sorveglianza.
Scenario 4: un network trasparente costruirà un mondo migliore, ma a spese della privacy?
Gli esperti si sono spaccati su questo punto, e cioè se internet nel 2020 sarà un posto migliore e sempre più ricco di opportunità grazie alla grande trasparenza tra persone ed istituzioni resa possibile dalla connessione globale, o se, al contrario, questi benefici saranno pagati con pesanti perdite sul fronte della privacy. Punto d’incontro tra i due schieramenti: probabilmente un certo livello di privacy potrà anche essere conservata, ma sicuramente lo sviluppo tecnologico in corso consentirà a governi (vedi Cina) e corporation di aumentare la sorveglianza e un proprio “accesso riservato” alle informazioni.
Scenario 5: la Realtà virtuale potrà diventare un problema per un numero crescente di persone
Sempre più tempo sarà
dedicato alla navigazione in una Rete che apparirà via via più
sofisticata ed accattivante, simile ad un “mondo sintetico”.
Da un lato questo potrà significare un aumento della produttività
a vantaggio di tutti anche dei non connessi, dall’altro potrebbe far
sorgere in un crescente numero di individui problemi di vera e propria “dipendenza”.
Bob
Metcalfe, inventore di Ethernet e fondatore di 3Com, ha comunque tagliato
corto: “il reale e il virtuale sono destinati a convergere, e comunque
la dipendenza è un disturbo per il quale presto si troverà
una cura”.
Scenario 6: l’internet del futuro sarà un mondo aperto
a tutti per collaborare e competere globalmente
Scenario che, prendendo spunto dal recente best-seller “The World is Flat” di Thomas Friedman, prevede che entro il 2020 il flusso libero delle informazioni permetterà di sostituire i tradizionali confini nazionali con nuovi agglomerati (tipo città-stato, nuove corporazioni economico-culturali ecc.) che ri-configureranno le organizzazioni umane sulla base dei network globali. Frutto di un esagerato ottimismo sostiene, invece, la minoranza degli interpellati. Intanto perchè il vecchio combatterà: governi nazionali e aziende difenderanno aggressivamente i loro poteri. E poi come hanno dimostrato Jack Goldsmith e Tim Wu, con il loro “Who Controls the internet (Oxford, 2005), gli interessi politici ed economici nell’ultimo decennio hanno già fatto di internet un posto molto meno aperto rispetto a com’era agli inizi degli anni ’90.
Scenario 7: ritorno dei luddisti con rischi di atti di terrorismo.
Entro il 2020 la popolazione
lasciata indietro (molti per loro propria scelta) dall’accellerazione
delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, si aggregherà
in nuovi gruppi culturali che rifiuteranno la tecnologia e si auto-segregeranno
rispetto alla società moderna. Alcuni vivranno semplicemente fuori
dalla Rete nella ricerca di pace e di cure per l’information overload,
altri invece commetteranno atti di terrorismo e violenza per protestare
contro lo status quo. Predizione sottoscritta da una netta maggioranza degli
interpellati. Forse perchè anche allarmati dalla circolazione su
internet del delirante “Manifesto di Theodore
Kaczynski”, il più famoso neo-luddista, tristemente conosciuto
alla cronache come “Unabomber”.
Pubblicato su Tuttoscienze
(La Stampa) 1 novembre 2006
Cultura Digitale 2003 - ultimo aggiornamento: 5.03.2007
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