E Galileo ora parla in bits
Chi studia documenti antichi sa bene che la loro trasformazione in immagini digitali, in corso di realizzazione in molte biblioteche e archivi, ha già facilitato di molto il lavoro di lettura dei testi.
A questo ora si aggiunge la possibilità di utilizzare un supporto innovativo che apre nuove ed interessanti prospettive per gli studi umanistici: Pinakes Text, una sorta di “bibliotecario virtuale” al servizio di ricercatori e studiosi che debbano cimentarsi con scritture originali di non facile interpretazione.
Pinakes (si chiamavano così gli antichi quadretti votivi in terracotta prodotti in Magna Grecia) è un software open source - frutto di un accordo di collaborazione scientifica tra l’Istituto computazionale (ILC) del CNR di Pisa, la Fondazione Rinascimento Digitale e l’Istituto di Storia della Scienza entrambi di Firenze – che permette di semplificare e rendere più incisive le procedure d’indagine all’interno dei testi, allargando, nello stesso tempo, gli orizzonti della ricerca.
Infatti, il software è impostato per consentire un approccio - nell’esame dei documenti digitali – al passo con le ultime innovazioni nel campo della filologia computazionale, vale a dire nell’analisi dei testi al fine di ricostruire la loro forma originaria con l’ausilio di strumenti informatici (anche questa tecnologia è sviluppata dall’ILC e prevede una serie di “tools” per l’analisi linguistica, morfologico – sintattica ecc.), e nello stesso tempo è anche aperto sul mondo della rete in quanto offre la possibilità di aggregare e far collaborare on line gruppi di ricercatori intorno alla stessa opera.
Primo banco di prova per il “bibliotecario virtuale” Pinakes: il “corpus” delle opere di Galileo Galilei, interamente digitalizzate e pubblicate di recente sul web dall’Istituto di Storia della Scienza, e consultabili liberamente in formato testo e immagine.
Come spiega Andrea Bozzi direttore dell’ILC-CNR, chi si inoltrerà con l’aiuto di Pinakes tra le pagine del grande scienziato pisano: “...potrà fare una ricerca tramite le singole parole, scorrere immagini digitali ove tali parole sono attestate, potrà inoltre inserire annotazioni e commenti personali e, se autorizzato, analizzare quelli introdotti in quel particolare punto del testo da altri esperti”.
Una navigazione tra i pensieri e le scoperte dell’inventore della scienza moderna che può soddisfare sia la curiosità di un semplice appassionato sia quella di uno storico della scienza che voglia ricercare riferimenti a termini fisici o astronomici.
Ad esempio, in relazione alle osservazioni astronomiche effettuate da Galileo dopo la messa a punto del cannocchiale (1609), è possibile estrapolare dal “corpus” – grazie al “search” di Pinakes – i passi dove sono citati gli oggetti del nostro sistema solare, con il risultato che tra i pianeti è interessante notare che Giove ottiene il maggior numero di riscontri (386), seguito da Venere (336) e Saturno (190).
E quindi immergersi (con qualche emozione) nella lettura delle annotazioni di Galileo che riguardo Giove e alla scoperta dei satelliti medicei, scrive: “...questa sera (7 gennaio 1610) ho veduto Giove accompagnato da 3 stelle fisse, totalmente invisibili per la lor picciolezza...” e poi rivivere quasi insieme a lui la grande sorpresa che lo coglie alla prima osservazione di Saturno (luglio 1610): "....Saturno non e' un astro singolo, ma e' composto di tre corpi, che quasi si toccano, e non cambiano ne' si muovono l'uno rispetto all'altro, e sono disposti in fila lungo lo zodiaco, e quello centrale e' tre volte piu' grande degli altri due....".
Brani, frammenti, riferimenti che l’ambiente Pinakes consente di indicizzare nello spazio “Working Set”. Da dove è possibile sistematizzare il proprio lavoro per poi ripartire ed effettuare nuove ricerche all’interno dei testi. Attualmente, di Pinakes Text - progetto in “progress” a struttura modulare – Galileo on line utilizza soltanto primo modulo: ricerca e consultazione.
Ma gli sviluppi futuri prevedono l’aggiunta di altri due moduli. In perfetto stile Web 2.0, con il secondo modulo sarà possibile contribuire con nuova conoscenza al “corpus” galileano digitalizzato con l’inserimento di nuovi documenti e immagini da parte degli stessi utenti. Il terzo, invece, introdurrà la semantica nella trattazione dei testi on line, preparando così Pinakes anche al grande balzo verso il Web 3.0.
Mentre, dal punto di vista documentale, il prossimo “grande” che finirà in rete grazie al solerte “bibliotecario” Pinakes dovrebbe essere il padre dell’egittologia moderna Ippolito Rosellini, o meglio i suoi diari scritti insieme a Francois Champollion (scopritore della celebre stele di Rosetta) nel corso della spedizione franco-toscana in Egitto negli anni 1828-1829.
Pubblicato su Tuttoscienze (La Stampa) il 20 ottobre 2010
- Cultura Digitale 2003 -
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