Il Prodotto della cultura
La Biblioteca Digitale Europea (BDE) è un’iniziativa – su sollecitazione di capi di Stato e di Governo dell’Unione – della Commissione per realizzare un punto d’accesso comune e multilingue al patrimonio culturale e scientifico europeo digitale distribuito.
È parte del piano strategico “Società dell’Informazione e dei media”, e dal punto di vista tecnico è compresa nelle attività di ricerca sulle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) mentre per quel che riguarda i contenuti è dentro il programma per la costruzione di un’industria culturale europea.
Per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, l’ultimo sforzo europeo si è concretizzato nel VII Programma Quadro: un ombrello finanziario da 53 miliardi di euro. Al suo interno, lo stanziamento più importate – di oltre 9 miliardi di euro – è toccato al settore TIC.
Si tratta – come ha più volte sottolineato la Commissaria responsabile della “Società dell’Informazione e dei Media” Vivian Reding, di cominciare a recuperare un preoccupante ritardo: l’Europa ha finora investito in questo settore solo 80 euro procapite rispetto ai 350 del Giappone ed ai 400 degli USA.
Inoltre, per rendere ancora più incisiva l’economia digitale – importante motore di crescita nello spazio UE dove già rappresenta il 40% della crescita della produttività e il 25% della crescita del PIL - c’è anche il piano d’azione “European Information Society i2010”, che ha sostituito il precedente “eEurope 2005”.
Obiettivi: mercato unico competitivo del digitale, innovazione e la leadership tecnica, ma anche – e qui tra i punti qualificanti ritorna la BDE – politica dei contenuti e sviluppo di una società dell’informazione basata sull’inclusione.
Precisati i frames nei quali si colloca e dovrebbe svilupparsi la Biblioteca Digitale Europea, il progetto vero e proprio, partito nel 2005 con dichiarazioni d’intenti, raccomandazioni politiche, risoluzioni del Parlamento europeo, creazione gruppo d’esperti, e per ultimo consultazione on line dei cosiddetti stakeholders, con il 2008 è finalmente entrato nella fase operativa.
Si parte con il primo prototipo della BDE: il portale web “Europeana”, con la Biblioteca nazionale dei Paesi Bassi “Koninklijke Bibliotheek” in funzione di host. Il lancio ufficiale è previsto a novembre 2008, intanto è pronta una versione demo per la valutazione e consultazione on line (con addirittura la messa in palio di un certo numero di iPhone tra coloro che risponderanno al questionario) di addetti ai lavori e utenti.
Finanziato con 1,3 milioni di euro, il sito Europeana dovrebbe aprire nuovi orizzonti nella scoperta e consultazione del patrimonio culturale e scientifico europeo. L’idea è rendere accessibili in maniera trasversale milioni di risorse digitali provenienti da archivi, biblioteche, musei, collezioni audiovisive ecc. del vecchio continente, ma anche andare oltre gli attuali confini dell’Unione con l’inclusione, ad esempio, della Biblioteca nazionale svizzera.
Dal punto di vista tecnologico la trasversalità e l’accesso dovrebbero essere garantiti dall’adozione di standard e soluzioni aperte: linguaggio XML, harvesting OAI-PMH (per inclusione nell’Europeana Central Index), raccolta dei principali metadata e data store Europeana con soltanto index file e surrogati (esempio thumbnails) degli oggetti digitali che invece continueranno “fisicamente” a risiedere nei rispettivi provider site (archivi digitali di biblioteche, musei, collezioni audiovisive ecc.).
Massa critica di contenuti prevista per il primo step (novembre 2008): circa 2 milioni di oggetti digitali tra libri, manoscritti, mappe, giornali, articoli scientifici, fotografie, video, documenti sonori, programmi tv, ricostruzioni e modelli in 3D ecc.
La Commissione europea, convinta sostenitrice del progetto Biblioteca Digitale Europea, punta molto sul lancio del prototipo "Europeana". Horst Forster, direttore dei contenuti digitali e dei sistemi cognitivi nell'ambito della “Società dell’Informazione e dei media”, ha spiegato che si tratta di un progetto ambizioso non solo perché metterà a disposizione degli utenti prestazioni efficaci, ma soprattutto permetterà - dal punto di vista contenutistico - ai cittadini "navigazioni" culturali ed artistiche ad alto livello, come la possibilità di ripercorrere la trasmissione delle idee attraverso i vari paesi e/o rintracciare l'influsso delle correnti artistiche sull'intero continente.
Un servizio, è importante ricordarlo, organizzato non a scopo di lucro, ma per garantire a tutti un accesso universale alla cultura ed alla scienza. Insomma, un’idea di conoscenza alla portata di tutti confermata anche dall’accordo tra Europeana e France Telecom per un accesso alle collezioni digitali – in lingua francese - attraverso il telefono cellulare, e dal progetto – che ha il supporto dalla Foundation Orange – per estendere al più presto la fruibilità del patrimonio culturale digitalizzato ai non vedenti e non udenti.
Con il 2010, i tre assi strategici del progetto BDE, vale a dire avanzamento nella digitalizzazione dell'intero patrimonio culturale e scientifico europeo, progressi nelle tecnologie della conservazione digitale e piena accessibilità on line (via Europeana), dovrebbero portare al secondo step corrispondente al raggiungimento di una massa critica di oltre 6 milioni di oggetti digitali in rete.
Tutto bene, a patto che il sistema di finanziamenti sia in grado di sostenere le ambizioni del progetto. La Biblioteca Digitale Europea può sicuramente far conto su 60 milioni di euro (dal budget 2005-2008 di 149 milioni di euro del progetto eContentplus per l'industria culturale europea) .
Una cifra ben più sostanziosa, circa 200-250 milioni di euro, dovrebbero arrivare dagli Stati membri, alla quale dovrebbe aggiungersi una quota di investimenti privati. Ma, al momento, in mancanza di riscontri, questi ultimi due canali di finanziamento rimangono un’ipotesi.
Mentre, vale la pena di ricordare, il progetto, in un certo senso concorrente, cioè la Digital Library di Google, ha potuto contare, come base di partenza, su uno stanziamento di almeno 270 milioni di dollari.
Il progetto Europeana è anche sostenuto dalla “European Digital Library Foundation”, di recente costituzione. Scopo della fondazione: coordinare gli sforzi dei fornitori di contenuti. Primo banco di prova: il lancio ufficiale del sito a novembre. La fondazione ha annunciato che il primo tema sviluppato da Europeana sarà quello della città.
Verrà dato spazio all’esperienza urbana europea sotto diversi punti di vista: città del futuro/città del passato, fenomeni migratori, sommosse e disordini, palazzi e politica ecc. Il prototipo ha già iniziato la raccolta di contenuti digitali per consentire l’esplorazione di due millenni di legami tra le città europee.
Pubblicato su Nòva (Il Sole24ore) 15 maggio 2008
- Cultura Digitale 2003 -
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