Che tristezza le biblioteche. Dalla California è arrivato lo scambio di testi sulla rete
Nel solco delle utopie tecno-libertarie californiane s’inserisce l’ennesimo tentativo d’attuare, via Internet, la libera circolazione delle idee e della conoscenza mediante la costruzione, Howard Rheingold docet, di una comunità virtuale basata su forti e solidali interessi intellettuali. Il progetto si chiama DLP (Distributed Library Project) e nasce nel 2003 in quel laboratorio a cielo aperto che è la San Francisco bay area.
Obiettivo: dare vita ad un sistema bibliotecario, alternativo al tradizionale che, dai promotori del progetto, è accusato di scoraggiare qualsiasi forma di comunicazione e scambio al punto da far diventare i propri utenti simili a tante monadi ognuna ripiegata sul proprio libro. Il tentativo, in sostanza, è rigenerare, attraverso le nuove potenzialità socio-comunicative offerte dal Web, una vera e propria istituzione della tradizione comunitaria statunitense: la Public Library, un modello per il mondo bibliotecario e da sempre un riferimento imprescindibile nella costruzione del tessuto sociale delle aree urbane e rurali americane. Ma come? Sostanzialmente ripartendo, sulla base ad una delle idee guida del movimento tecno-libertario californiano, dal basso, ovvero dall’opportunità rivoluzionaria che i nuovi media elettronici offrono ai cittadini nel metterli direttamente nella condizione di ridisegnarsi spazi ed autogestirsi esigenze.
DLP (www.communitybooks.org) è dunque un progetto tecnico e comunitario, fortemente ispirato all’ideologia della “democrazia elettronica diretta”. Gli sviluppatori californiani, devoti osservanti degli insegnamenti di Richard Stallman, guru del free-software, hanno implementato un sistema semplice, a basso rischio d’errori ed aperto a tutti. Sua principale funzione è realizzare una biblioteca pubblica distribuita, ossia un grande database per archiviare collezioni private di libri, musica e video, mettere poi il tutto in condivisione ed infine predisporre le condizioni per il prestito dei materiali catalogati tra tutti gli utenti. A tutto questo s’aggiunge l’altra, altrettanto fondamentale, funzione: la costruzione della comunità DLP attraverso una serie di strumenti creati “a hoc”.
Per favorire gli scambi ed incontri tra i membri della community, è stato approntato un sistema di geolocalizzazione basato sugli indirizzi (non visibili verso l’esterno per rispetto della privacy) digitati dagli utenti al momento dell’iscrizione (gratuita) a DLP capace di calcolare, per ogni domanda di prestito, la via più breve (in chilometri) tra richiedente e opera richiesta. Ma forse ancora più importanti per la nascita di quello spirito comunitario fondato su disinteressate affinità intellettuali, sono una serie di strumenti, tra loro collegati, concepiti allo scopo di favorire l’integrazione e la socializzazione tra persone con interessi simili. Si va dalla possibilità d’apporre commenti e recensioni sui libri via via inseriti nel database, al poter elencare i propri interessi attraverso la compilazione di liste di lettura su svariati argomenti, fino alla costituzione di gruppi omogenei intorno a determinati temi attraverso la funzione “ricerca interessi simili” che consente d’incrociare i propri interessi con quelli di tutti altri partecipanti alla comunità.
Tuttavia, uno spazio libero dove circolano non solo idee ma anche oggetti come libri, dischi, video, affidati in prestito sulla fiducia ed a titolo gratuito, ha bisogno di un’assoluta correttezza nei comportamenti. Per risolvere questo delicato aspetto gli sviluppatori hanno ideato una forma di controllo per il corretto funzionamento della comunità che prevede un sistema di reputazione utente basato su valutazioni numeriche in positivo e/o negativo determinate da comportamenti quali puntualità o ritardi nella riconsegna dei prestiti, danneggiamenti delle opere, approcci scorretti ecc. Valutazioni che poi finiscono nei profili personali degli utenti consentendo alla comunità di isolare gli elementi poco solidali evitando così la propagazione del nemico mortale per ogni economia dello scambio in Rete: la sfiducia. Da poco è anche disponibile la versione italiana del Distributed Library Project. Il suo nome è BabelTeka, ed è raggiungibile all’indirizzo www.babelteka.org.
Pubblicato su Il
Riformista il 20 novembre 2004
Cultura Digitale 2003 - ultimo aggiornamento: 5.03.2007
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