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Sul cellulare Tacito e Stevenson

Nel XVIII secolo ci fu in Inghilterra la cosiddetta reading revolution, cioè il primo storico propagarsi della lettura che coinvolse tutte la classi sociali fino a diventare quasi un fenomeno di massa. A dare l’impulso, oltre che la nascita dei newspapers , anche la comparsa di libri a stampa di ridotte dimensioni e quindi facili da trasportare con conseguente diffusione delle circulating libraries, vale a dire di biblioteche ambulanti, ideate appunto per portare la lettura fino a quelle famiglie e comunità più disagiate e disperse nel territorio.

Ora, e sempre dall’Inghilterra, arriva un’innovazione che forse potrebbe significare l’inizio di una nuova reading revolution. Ma non come nei secoli passati per sconfiggere un analfabetismo imperante, quanto piuttosto per scongiurare il rischio di un suo “subdolo ritorno” sottoforma di progressiva perdita delle abilità “letterarie” sia per mancanza d’esercizio che per l’invasività dei nuovi media.

L’idea, in linea con le ricerche che mostrano come i tassi di lettura nei giovani, anche in presenza di altri consumi mediali, non solo non calano ma possono - se integrati positivamente con le nuove tecnologie - addirittura aumentare, è quella di creare delle circulating libraries per cellulari cioè riversare nelle memory card dei mobile-phone vere e proprie biblioteche ambulanti capaci di portarsi dietro fino a 400 libri da consultare e/o leggere in qualsiasi momento.

L’applicazione si chiama ICUE e può essere usata su qualsiasi telefonino con schermo a colori, e cosa interessante utilizza un metodo di lettura veloce basato sul tachistoscope, vale a dire su un dispositivo capace di visualizzare - tramite una proiezione – un’immagine in un determinato periodo di tempo. Si tratta di una tecnica, originariamente nata nell’ambito della ricerca psicologica per studiare le capacità del cervello a perfezionare e velocizzare la percezione delle informazioni, poi adottata dall’Air force per addestrare i piloti ad identificare gli aerei nemici alle alte velocità, ed ora ripresa dalla telefonia mobile sempre più impegnata nello scovare soluzioni innovative per i display.

Per cominciare ad utilizzare il servizio, al momento disponibile solo nel Regno Unito, l’utente non deve far altro che inoltrare una richiesta tramite SMS e quindi scaricare l’applicazione ICUE sul proprio cellulare. Una volta completata l’installazione, il menù ICUE – richiamabile sullo schermo del telefonino - renderà disponibili un link diretto al magazzino WAP per l’acquisto online dei libri, un sistema d’archiviazione per memorizzare ed organizzare i libri via via acquistati, un set di comandi per impostare le preferenze per la lettura, rispetto alle quali, grazie al sistema tachistoscope, è possibile far scorrere il libro sullo schermo del cellulare alla velocità desiderata, ma anche, impostando prima le dimensioni del testo, pagina per pagina, frase per frase, parola per parola.

Inoltre, nel caso che il lettore decida di sospendere la consultazione di un libro, per riprenderla più tardi o perché avvisato dall’arrivo di una chiamata o di un SMS, il sistema automaticamente apporrà un segnalibro di modo che quando l’applicazione verrà riaperta la lettura potrà riprendere dall’esatto punto in cui era stata precedentemente interrotta.

L’ICUE si sta muovendo tra business e promozione culturale. Da un lato, dopo aver stipulato accordi con le più importanti case editrici inglesi quali Egmont, PanMcmillian e Harper Collins che porteranno a breve nel magazzino Wap migliaia di titoli, è comunque già pronta alla partenza con una prima book list di 270 titoli comprendente grandi classici della letteratura, romanzi e manuali tutti scaricabili a circa 7,30 euro alla copia, dall’altro è altrettanto determinata, lo dimostrano le intese con The Book Trust e The National Literacy Trust, prestigiose associazioni private impegnate nella promozione del libro e della lettura, nonché con lo stesso governo britannico, nel voler mettere l’innovativa tecnologia al servizio di politiche, rivolte soprattutto alle giovani generazioni, tese ad ampliare l’accesso alla cultura.

Le reali possibilità d’affermazione su vasta scala della proposta “m-library” sono, al momento, tutte da verificare. Tuttavia, la chiosa di Sally Gritten, amministratrice delegata della Harper Collins, suona alquanto profetica: “le persone, in particolare i ragazzi, sono sempre più aperti all’idea di utilizzare il mobile-phone per una varietà di scopi. Sono già pronti ad utilizzarlo per giocare, guardare le clip, la TV e per spedire foto agli amici. La lettura dei libri tramite telefonino può essere il prossimo naturale passo. Ma per esserlo dev’essere comodo e semplice. Il nostro piano è mettere alcuni dei nostri più popolari titoli su ICUE e in questo modo speriamo di attrarre molti nuovi utenti, inclusi i teenagers che tradizionalmente hanno un forte interesse per i libri…”

Pubblicato su Tuttoscienze (La Stampa) 26 luglio 2006


Cultura Digitale 2003 - ultimo aggiornamento: 5.03.2007

 
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