La Coda Lunga. Da un mercato di massa a una massa di mercati - versione aggiornata
Pochi libri continuano a crescere, dopo la loro uscita, alimentando un dibattito reale e utile: La coda lunga, best-seller di Chris Anderson, tradotto in più di trenta lingue e giunto alla quarta edizione italiana, appartiene a questa ristretta categoria.In questa nuova versione, aggiornata nei dati e arricchita da un nuovo capitolo dedicato al marketing, il direttore di “Wired” ripropone la sua teoria su come internet abbia travolto i modelli di business basati sul tradizionale meccanismo distributivo e comunicativo. Anderson, in un percorso che unisce economia, critica sociale e utopia, offre la migliore fotografia di una società che sta plasmando da sé il proprio cambiamento. In questa nuova versione, aggiornata nei dati e arricchita da un nuovo capitolo dedicato al marketing, il direttore di “Wired” ripropone la sua teoria su come internet abbia travolto i modelli di business basati sul tradizionale meccanismo distributivo e comunicativo. Anderson, in un percorso che unisce economia, critica sociale e utopia, offre la migliore fotografia di una società che sta plasmando da sé il proprio cambiamento.
Delete. Il diritto all'oblio nell'era digitale
Per millenni nel corso della storia umana dimenticare è stata la norma, e ricordare l'eccezione. Ma l'era digitale ha cambiato questo rapporto, creando un fenomeno completamente nuovo: oggi rimane traccia di tutto. Contenuti potenzialmente umilianti su Facebook restano conservati nel cyberspazio e potranno essere rivisti in futuro dagli utenti della Rete (inclusi il vostro partner o il datore di lavoro). Google memorizza quando e che cosa abbiamo cercato. Lo spazio digitale ricorda anche quello che sarebbe meglio venisse dimenticato, e questo ha profonde implicazioni. Oggi il passato è sempre presente, pronto a essere richiamato con il semplice clic di un mouse. Si tratti di informazioni datate e astratte dal contesto originale o di foto compromettenti, il Web non ci permetterà di dimenticare. Il diritto alla privacy o altre normative analoghe non basteranno a proteggerci. Leggete il libro e capirete perché. E che cosa si può fare.
Elogio del disordine
Da sempre l'uomo cerca di opporsi al disordine del mondo tracciando sentieri, catalogando specie naturali, archiviando documenti. Ma tutto il reale è costituito di atomi: ordinare ha sempre significato distribuire fisicamente gli oggetti. Questo fino all'arrivo del bit: la prima unità di informazione non legata allo spazio. Ora la stessa canzone può essere inclusa in più playlist, una sola foto essere individuata da centinaia di tag e una pagina web è raggiungibile seguendo infiniti percorsi. Questo disordine digitale cambierà non solo le nostre abitudini quotidiane, ma il modo stesso di concepire la realtà: David Weinberger ci mostra come questa svolta ci condurrà al prossimo passo sulla strada dell'evoluzione.
Remix. Il futuro del copyright (e delle nuove generazioni)
La cultura del "remix" è tra noi. Sono i navigatori (giovani ma non solo), che scaricano normalmente dal web e rielaborano a loro piacimento musica, testi, video, fotografie, dando vita a nuove opere creative, dentro e fuori dalla Rete. Sono le opere dell'ingegno che si riproducono confondendosi e generando nuova arte, utilizzando gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia.
il grande inganno del Web 2.0
In un'Internet di massa, trovare ciò di cui si ha bisogno è sempre più difficile, ma ancor più difficile è valutarne l'attendibilità. È il prodotto dell'ideologia del Web 2.0 - quello di blog e social network - che preconizza la scomparsa degli intermediari dell'informazione, dai giornalisti alle testate di prestigio, dai bibliotecari agli editori, presto sostituiti dalla swarm intelligence, l'intelligenza delle folle: chiunque può e deve essere autore ed editore di se stesso. Il 'mondo Web 2.0', dove nessuno è tenuto a identificarsi e chiunque può diffondere notizie senza assumersene la responsabilità, realizza davvero un sogno egualitario, o piuttosto un regno del caos e della deriva informativa?
La conoscenza come bene comune
Oggi attraverso Internet la conoscenza è potenzialmente disponibile per tutti con un solo click. Ma proprio nel momento della sua apparente maggiore accessibilità, il sapere è soggetto a norme sempre più restrittive sulla proprietà intellettuale, che limitano l’accesso alle risorse on-line. Queste nuove forme di ipermoderne enclosures mettono a rischio il carattere di bene comune della conoscenza.
Uno per tutti, tutti per uno
Il successo delle moderne tecnologie disponibili sulla Rete – blog, wiki e l’intero ecosistema web 2.0 – sta mutando radicalmente il nostro panorama produttivo e sociale. I nuovi modelli aggregativi, basati sul coinvolgimento diffuso e la condivisione della conoscenza, hanno messo in crisi le tradizionali forme organizzative, primi fra tutti i media, spogliati del loro ruolo di selezionatori e diffusori dell’informazione. La possibilità di pubblicare e condividere velocemente informazioni sta però generando effetti soprattutto sociali.
Zero comments. Teorica critica di internet
In questi che sono gli anni della “critica della rete”, secondo Geert Lovink, si sta sempre più mettendo in discussione il modello economico del Web 2.0. «Perché gli utenti dovrebbero continuare a pubblicare tutti quei dati privati, dai quali una manciata di aziende ricava miliardi di dollari di profitti? Perché dovrebbero cedere gratuitamente i loro contenuti mentre un pugno di imprenditori del Web 2.0 sta facendo i milioni?
Videoculture digitali. Spettacoli e giochi di superfice nei nuovi media
L'intrattenimento digitale, dai videogames alle attrazioni dei parchi di divertimento, è divenuto una caratteristica fondamentale della cultura di massa e post massa. Allo stesso modo le tecnologie computerizzate si sono sostituite ai tradizionali linguaggi televisivi e cinematografici, producendo scenari sintetici e autentici personaggi digitali
L'ultima
copia del "New York Times"
...Secondo i calcoli di Philip Meyer, uno dei più
seri e competenti studiosi dell’editoria americana, l’ultima
sgualcita copia su carta del «New York Times» sarà
acquistata nel 2043.
Google
e gli altri. Come hanno trasformato la nostra cultura e riscritto le
regole del business
... Esistere oggi significa essere nell'indice di Google.
La ricerca on-line si è infatti trasformata in qualcosa di diverso
da un semplice servizio. È una nuova modalità con cui
ci si rapporta alla conoscenza, è la forma mentis dell'uomo contemporaneo.
Libertà
di software, hardware e conoscenza. Informatica solidale 2
...Il
successo di invenzioni come Internet e di realizzazioni del sistema operativo
Linux e le tecnologie Wi.Fi, frutto della collaborazione spontanea di
migliaia di programmatori in tutto il mondo, offre una prospettiva concreta
a strategie di sviluppo basate sul dono e la cooperazione.
I
nuovi magellani nell'er@ digitale
...IL 10 AGOSTO 1519 Ferdinando Magellano partì con la sua flotta
verso le Indie, circumnavigando il globo per trovare una via più
agevole alle rotte commerciali: un'impresa ambiziosa e coraggiosa che
ha segnato una tappa epocale nella storia dell'umanità. A distanza
di quasi cinque secoli le vie del mare, della terra e del ciclo sono state
tracciate ed esplorate. La rivoluzione digitale, lo sviluppo tecnologico
e scientifico hanno aperto uno spazio sconfinato attraversato da nuove
vie dell'informazione, accessibili e percorribili ad altissime velocità.
Biblioteche
e innovazione.Le sfide del nuovo millennio
..Quali sono i principali fenomeni che, negli ultimi decenni, hanno interessato
il mondo delle biblioteche? Quali i meccanismi che hanno determinato l'odierna
realtà bibliotecaria? Questo libro prova a rispondere a tali interrogativi
attraverso un'analisi di natura specificamente socioculturale, che viene
a costituire lo sfondo concettuale, il necessario background per un'indagine
più strettamente documentaria sulle tematiche prese in esame. L'intero
discorso ruota intorno a tre elementi, che sono l'informazione, la tecnologia
e le biblioteche, dando vita a una storia contemporanea della vicenda
documentaria corrente...
- Cultura Digitale 2003 -
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